• usd +0.88%
    417.9
  • eur -2.44%
    503.07
  • rub +0.05%
    5.64
  • gbp +1.47%
    582.8
  • cny +0.18%
    64.7
 
  Италия
 

MESSAGGIO AL POPOLO DEL KAZAKHSTAN

DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA-LEADER DELLA NAZIONE N.A. NAZARBAYEV

LA STRATEGIA“KAZAKHSTAN-2050”

IL NUOVO CORSO POLITICO DELLO STATO REALIZZATO

Egregi kazaki!
Cari compatrioti!
 
Oggi ci riuniamo qui alla vigilia del Giorno dell’Indipendenza.
Sono più di 20 anni che celebriamo con orgoglio questa grande festa.
Il 16 dicembre 1991 noi, popolo del Kazakhstan, abbiamo scelto la sovranità, la libertà e l’apertura verso tutto il mondo. Oggi questi valori sono parte della nostra vita quotidiana.
Allora, all’inizio del nostro percorso, tutto era completamente diverso. Oggi, grazie ai nostri sforzi comuni, il paese si è trasformato ed è irriconoscibile.
Oggi siamo un paese di successo, che ha una sua identità, proprie caratteristiche peculiari e una propria posizione.
Raggiungere questo primo traguardo ci è costato caro.
Il paese ha lavorato per più di 20 anni al rafforzamento della sua sovranità e del suo peso politico. Dopo 20 anni questo traguardo è stato raggiunto. Il periodo di costruzione della nazione è completato.
Il Kazakhstan dell’inizio del XXI secolo è uno stato indipendente e sicuro di se.
Non ci spaventano i cambiamenti che si stanno verificando nel mondo a causa della lunga crisi globale. Siamo pronti ad affrontarli. Oggi il nostro compito è quello di proseguire nel XXI secolo nel nostro solido sviluppo, tutelando le conquiste fatte negli anni di indipendenza.
Il nostro obiettivo principale è quello di creare entro il 2050 una società prospera in uno stato forte, un’economia evoluta e possibilità di piena occupazione.
Uno stato forte è particolarmente importante per garantire le condizioni necessarie a una crescita economica accelerata.
Uno stato forte non fa una politica di sopravvivenza, ma una politica di pianificazione, di sviluppo a lungo termine e di crescita economica.
Per questo proprio oggi, alla vigilia della festa dell’indipendenza, mi rivolgo a voi, miei cari compatrioti, indirizzandovi un nuovo Messaggio.
Questa è la mia visione delle prospettive di sviluppo del nostro paese. Questo è un nuovo corso politico.
 
I.   il Kazakhstan realizzato –il nostro stato, l’economia nazionale, la società civile, la coesione sociale, la leadership regionale e l’autorità internazionale alla prova della crisi.
 
Esattamente 15 anni fa abbiamo adottato la “Strategia di sviluppo del Kazakhstan al 2030”. Era il 1997 – allora non avevamo ancora superato il caos postsovietico, la crisi imperver-
sava nell’Asia sud-occidentale e in altri mercati. Anche per noi è stata dura.
In tutti questi anni la nostra strategia ha illuminato come un faro il nostro cammino, consentendoci di andare avanti, senza abbandonare il percorso tracciato.
Vi ricordate il 1997?
Dopo il mio intervento al Parlamento vi furono disorientamento e sgomento.
Molti si ponevano la domanda: “ma cos’è? Propaganda? La promessa della manna dal cielo?”
E questo a dimostrazione di quanto ambiziosi sembravano gli obiettivi posti in quel mo-
mento.
Ma, come si dice, “gli occhi ancora guardano e le mani sono già al lavoro”.
Avevamo davanti un obiettivo titanico: invertire la tendenza. Costruire uno stato nuovo.
Per farlo dovevamo realizzare una triplice modernizzazione: costruire lo stato e portare a termine il passaggio all’economia di mercato, gettare le basi dello stato sociale, riformare la coscienza sociale. Noi dovevamo definire il nostro percorso nazionale. E questo percorso è stato tracciato nella “Strategia Kazakhstan 2030”. Quel documento costituisce la nostra visione degli obiettivi e dei compiti strategici, è stato il punto di svolta della nostra weltanschauung.
La saggezza popolare dice che “Мақсат – жетiстiктiң желкенi”, solo gli obiettivi bene impostati raggiungono il successo.
Oggi per me è un grande onore dichiarare che abbiamo fatto la scelta giusta. E la crisi globale del 2008-2009 lo ha confermato.
Il Kazakhstan è rimasto solido. La crisi non ha distrutto i nostri successi e, anzi, ci ha resi più forti.
Il modello di sviluppo del paese, politico, socio-economico e di politica estera che abbiamo scelto, ha dimostrato la propria efficacia.
 
Un stato forte e di successo.
 
Il nostro principale risultato: abbiamo costruito il Kazakhstan indipendente.
Abbiamo definito giuridicamente i nostri confini. Abbiamo integrato lo spazio economico del paese. Abbiamo di nuovo stabilito e rafforzato nel paese le relazioni produttive. Oggi tutte le regioni lavorano in stretto collegamento tra loro.
Abbiamo realizzato riforme politiche e costituzionali di portata storica che hanno dato vita a un sistema moderno di governance, fondato sulla divisione dei poteri.
Abbiamo costruito la nuova capitale del paese: Astana. Una città moderna, che è diventata il nostro simbolo e il nostro orgoglio. Siamo riusciti a utilizzare il potenziale della capitale per mostrare al mondo le potenzialità del nostro paese. Proprio per questo la comunità mondiale ha scelto il Kazakhstan come luogo dove svolgere la mostra mondiale “EXPO-2017”.
Non sarebbe successo se non ci fosse stata Astana. Non sono molti quelli che hanno ricevuto questo riconoscimento. Basti dire che il nostro paese è stato il primo paese di tutto lo spazio postsovietico a presiedere l’OSCE, il paese che ha ospitato il summit di questa organizzazione e che realizzerà l’EXPO-2017, una iniziativa di portata mondiale.
 
Un solido processo di democratizzazione e liberalizzazione
 
Noi ci muoviamo secondo una formula chiara: “Prima l’economia e poi la politica”.
 
Ogni fase delle riforme politiche è legata strettamente al livello di sviluppo dell’economia.
Per questo noi proseguiamo coerentemente nel nostro cammino di liberalizzazione politica. Solo così si può modernizzare il paese e renderlo competitivo.
Per quanto riguarda la democrazia e i diritti dell’uomo, la nostra società si sta avvicinando passo dopo passo agli standard più elevati.
Abbiamo ratificato i diritti fondamentali e le libertà nella Costituzione. Oggi tutti i cittadini del Kazakhstan hanno pari diritti e pari opportunità.
 
Concordia e pace tra i diversi gruppi sociali, etnici e religiosi del paese
Abbiamo ripristinato la verità storica rispetto al popolo kazako, alla nostra cultura e alla nostra lingua.
Nonostante la multiformità etnica, culturale e religiosa, abbiamo conservato nel paese la pace e la stabilità politica.
Il Kazakhstan è diventato la casa di 140 etnie e 17 confessioni religiose.
La pace civile e la coesione interetnica sono i nostri valori primari. Pace e concordia, dialogo tra culture e religioni nel nostro paese multietnico sono a ragione riconosciuti come modello mondiale.
L’Assemblea del popolo del Kazakhstan è diventata un modello eurasiatico di dialogo tra culture unico nel suo genere.
Il Kazakhstan si è trasformato nel centro del dialogo interconfessionale globale.
 
L’economia nazionale. Il nostro ruolo nella divisione internazionale del lavoro
Siamo stati i primi nella CSI a dare vita a un modello moderno di economia di mercato, fondato sulla proprietà privata, la libera concorrenza e i principi di trasparenza. Il nostro modello si fonda sul ruolo attivo dello stato nell’attrazione di investimenti stranieri.
Abbiamo attirato nel paese più di 160 miliardi di dollari di investimenti stranieri. Abbiamo costituito le condizioni di base per l’attività imprenditoriale e un sistema fiscale moderno.
Stiamo gradualmente diversificando l’economia nazionale. Nel programma di industrializzazione forzata ho posto un obiettivo: modificare in due quinquenni la nostra economia, renderla indipendente dalle oscillazioni dei prezzi mondiali delle materie prime.
Nei 15 anni trascorsi dal momento dell’adozione di “Strategia-2030” il nostro stato è entrato a far parte del quintetto dei paesi dallo sviluppo più dinamico del mondo.
Sulla base dei risultati ottenuti, nel 2012 entreremo a far parte delle 50 economie più forti del mondo per PIL.
Esistono rating riconosciuti sulla base dei quali tutti i paesi del mondo controllano il proprio sviluppo. Sei anni fa io posi un obiettivo nazionale: entrare a far parte dei 50 paesi più competitivi del mondo. Nel rating del Forum Economico Mondiale, il Kazakhstan è già al 51° posto. Oggi siamo a un passo dall’obiettivo.
 
Una forte politica sociale che ha garantito la stabilità e la concordia nella società.
Per me il criterio fondamentale è sempre stato e sempre sarà il livello di vita del popolo.
In 15 anni il reddito dei kazaki è cresciuto di 16 volte.
Il numero dei cittadini con reddito inferiore al minimo vitale è diminuito di 7 volte, il numero dei disoccupati si è dimezzato.
Abbiamo gettato le fondamenta di una società orientata al sociale.
Abbiamo ottenuto significativi progressi nel miglioramento della salute della nazione.
Per incrementare l’efficacia della sanità pubblica è stato riformato il sistema organizzativo, gestionale e di finanziamento.
Negli ultimi cinque anni la mortalità materna è diminuita di quasi 3 volte ed è cresciuta di una volta e mezza la natalità.
Stiamo creando nuove opportunità di istruzione.
Negli ultimi 15 anni le spese per l’istruzione sono aumentate di 9,5 volte. È in corso di realizzazione il programma statale di sviluppo dell’istruzione, finalizzato alla modernizzazione radicale di tutti i livelli dell’istruzione: da quella prescolare a quella superiore.
Grazie alla nostra politica di investimenti a lungo termine nello sviluppo del potenziale umano abbiamo formato l’odierna generazione di giovani di talento.
 
Un paese riconosciuto dalla comunità mondiale
Nello scacchiere politico internazionale, il nostro paese è riconosciuto come partner responsabile e affidabile con un indiscusso prestigio mondiale.
Noi svolgiamo un ruolo importante nel processo di rafforzamento della sicurezza globale, sosteniamo la comunità mondiale nella lotta al terrorismo internazionale, all’estremismo e al narcotraffico.
Abbiamo lanciato la sfida della Conferenza sulla cooperazione e le misure di fiducia in Asia che costituisce una piattaforma internazionale di dialogo importante per la nostra sicurezza. Oggi  la CICA riunisce 24 paesi con una popolazione globale di 3 miliardi di persone.
Negli ultimi 2-3 anni la Repubblica del Kazakhstan ha presieduto l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa, l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai,
l’Organizzazione per la Cooperazione islamica e l’Organizzazione del Trattato sulla Sicurezza Collettiva.
Al Forum economico di Astana abbiamo proposto una nuova piattaforma di dialogo: G-global. L’essenza di questa iniziativa consiste nella proposta di unire gli sforzi di tutti per dare vita a un ordine mondiale giusto e sicuro.
Noi offriamo il nostro onesto contributo per garantire la sicurezza energetica e alimentare globale.
 
Il nostro ruolo attivo nel sostegno al regime di non proliferazione nucleare.
 
Le nostre iniziative per rafforzare il regime di non proliferazione delle armi nucleari costituiscono un indubbio contributo alla stabilità mondiale, all’ordine e alla sicurezza.
Con la chiusura del poligono nucleare di Semipalatinsk e il rifiuto delle armi nucleari, siamo stati i primi al mondo a ricevere garanzie internazionali per la nostra sicurezza dalle più grandi potenze nucleari: USA, Russia, Gran Bretagna, Francia e Cina.
Abbiamo svolto un ruolo chiave nella creazione di una zona libera da armi nucleari nell’Asia centrale e sosteniamo attivamente la creazione di zone analoghe in altre aree del pianeta, in primo luogo in Medio Oriente.
Appoggiamo gli sforzi della comunità mondiale nel contrasto alla minaccia del terrorismo nucleare.
Oggi sosteniamo con determinazione la necessità di adottare ulteriori decisive misure per allontanare la minaccia nucleare. Riteniamo che il Trattato di non proliferazione delle armi nucleari sia stato e rimanga la pietra angolare del regime di non proliferazione.
Importante catalizzatore del rafforzamento del regime di non proliferazione deve essere l’entrata in vigore, il più presto possibile, del Trattato sul divieto totale degli esperimenti nucleari.
Tre anni fa l’Assemblea Generale dell’ONU ha sostenuto la mia proposta di dichiarare il 29 agosto “Giornata Internazionale dell’azione contro gli esperimenti nucleari.”
Tutto questo a riconoscimento del nostro ruolo nella politica globale.
Grazie a questa politica responsabile, il Kazakhstan è riconosciuto a buon diritto leader del regime di non proliferazione e un modello per gli altri stati.
 
La Strategia “Kazakhstan-2030” Conclusioni principali
Con la Strategia Kazakhstan – 2030 abbiamo programmato il successo del nostro paese.
Con coerenza e costanza abbiamo perseguito gli obiettivi individuati. Anche al culmine della crisi globale degli anni 2008-2009 l’economia nazionale ha continuato a crescere.
E oggi è per me un grande onore poter fare un consuntivo dell’attuazione della Strategia-2030 che per una lunga serie di parametri siamo riusciti ad implementare anzitempo.
 
(1)  SICUREZZA NAZIONALE. Avevamo davanti il compito di sviluppare il Kazakhstan tutelandone l’integrità territoriale. Siamo riusciti a fare di più di quanto avessimo pianificato.
Per la prima volta nella storia il nostro stato ha acquisito confini precisi, riconosciuti a livello internazionale. I nostri confini statali misurano oggi quattordicimila chilometri.
Il Kazakhstan controlla in misura affidabile le sue acque territoriali nel mar Caspio.
Oggi è scongiurata ogni minaccia di insorgenza di futura controversia territoriale. Non lasciamo in eredità ai nostri figli contese territoriali con i nostri vicini.
Abbiamo creato un esercito forte, moderno, in grado di garantire la nostra difesa, un sistema efficace di tutela dell’ordine pubblico che garantiscono la sicurezza della persona, della società e dello stato.
 
(2)   Abbiamo conservato e rafforzato LA STABILITA’ POLITICA INTERNA E L’UNITA’ NAZIONALE in un paese in cui vivono 140 etnie diverse e 17 confessioni religiose. La nostra politica ha avuto successo.
Stiamo con coerenza costruendo gli istituti della società civile sulla base del modello democratico di sviluppo. Abbiamo dato vita all’istituto dell’ombudsman per i diritti dell’uomo.
Se prima avevamo il monopartitismo, adesso nel paese sono attivi diversi partiti che rappresentano il più ampio spettro delle opinioni politiche. Abbiamo un parlamento pluripartitico, un Governo sostenuto da una maggioranza parlamentare.
Si sta sviluppando la società civile, si diffondono liberi mass media. Nel nostro paese operano più di 18.000 organizzazioni non governative con gli indirizzi più diversi. Operano circa 2500 mass media, il 90% dei quali è privato.
Il Kazakhstan oggi è un importante centro internazionale di dialogo interculturale e interconfessionale.
E’ proprio nel nostro paese che si sono svolti i primi quattro Congressi dei Leader delle religioni mondiali e tradizionali.
Nel XXI secolo il Kazakhstan deve diventare un ponte di dialogo e collaborazione tra Oriente e Occidente.
 
(3)  CRESCITA ECONOMICA, BASATA SU DI UNA TRASPARENTE ECONOMIA DI MERCATO CON UN ALTO LIVELLO DI INVESTIMENTI STRANIERI E DI RISPARMIO INTERNO. Noi ci ponem-mo l’obiettivo di raggiungere crescenti ritmi di sviluppo, reali e costanti. Siamo riusciti ad assolvere a questo compito in tempi storicamente brevissimi.
Proprio nella strategia “Kazakhstan-2030” l’accento è stato spostato sulla crescita economica e come risultato il volume dell’economia nazionale è cresciuto in 15 anni da 1,7 trilioni di tenge del 1997 a 28 trilioni di tenge nel 2011.
Il PIL del paese è cresciuto di più di 16 volte. Dal 1999 la crescita annuale del PIL del Kazakhstan è stata pari al 7,6% e ha superato così i più avanzati paesi in via di sviluppo.
Il PIL pro capite è cresciuto di più di 7 volte: dai 1500 dollari USA del 1998 ai 12.000 dollari USA del 2012.
Fin dall’inizio, il Kazakhstan è stato leader della CSI per volume pro capite di investimenti stranieri diretti. Oggi questo indice è pari già a 9.200 dollari USA.
Abbiamo raggiunto un incremento del commercio estero di 12 volte, mentre la produzione industriale è aumentata di 20 volte.
In questi anni l’estrazione di petrolio è aumentata di 3 volte, quella di gas naturale di 5 volte. Le entrate dalla vendita di risorse naturali sono state accantonate nel “Fondo Nazionale” che è il nostro solido scudo contro eventuali sommovimenti economici e finanziari. E’ la garanzia della sicurezza per le odierne e future generazioni.
Nell’ambito del programma di industrializzazione forzata. dal 2010 sono stati realizzati 397 progetti di investimento per un valore globale di 1.797 miliardi di tenge e sono stati creati più di 44.000 posti di lavoro.
Nei due anni di implementazione del programma “Road map del business-2020” sono stati approvati 225 progetti con un finanziamento globale di 101,2 miliardi di tenge.
Oggi siamo un paese dinamico, il reddito medio pro capite è di livello medio e l’economia è in continua crescita.
 
(4)   SALUTE, ISTRUZIONE E BENESSERE DEI CITTADINI DEL KAZAKHSTAN
Di vitale importanza è stata la modifica radicale dello status dei cittadini, il miglioramento delle loro condizioni di vita. I risultati del lavoro fatto sono davanti agli occhi di tutti.
Lo stipendio medio mensile è cresciuto di 9,3 volte. Le pensioni medie sono cresciute di 10 volte.
I redditi nominali della popolazione sono cresciuti di 16 volte.
Ogni anno crescono i finanziamenti al sistema sanitario. Se nel 1999 gli investimenti erano di 46 miliardi di tenge, nel 2011 il sistema sanitario è stato finanziato con 631 miliardi di tenge.
È stato creato un cluster sanitario del quale fanno parte 5 strutture mediche innovative: il centro per la riabilitazione pediatrica, i centri per la maternità e l’infanzia, la neurochirurgia, la medicina d’urgenza e il centro di cardiologia.
In tutte le regioni del paese vengono create le condizioni necessarie per offrire assistenza sanitaria di qualità.
La medicina itinerante si sta espandendo a ritmi velocissimi, garantendo l’assistenza sanitaria anche nelle località più remote del paese.
Un sistema nazionale di screening consente di evidenziare e contrastare diverse patologie allo stadio iniziale.
È stato introdotto un sistema per la distribuzione di farmaci gratuiti o a prezzi agevolati. Negli ultimi 15 anni la popolazione è aumentata da 14 a quasi 17 milioni di abitanti.
La durata media della vita ha raggiunto i 70 anni.
Portiamo avanti con coerenza una politica di sviluppo dell’istruzione accessibile e di qualità.
La realizzazione del programma “Balapan” ci ha consentito di garantire l’istruzione prescolare al 65,4% dei nostri bambini.
È stata introdotta la preparazione prescolare obbligatoria che oggi viene garantita al 94,7% dei bambini in età prescolare.
Dal 1997 in tutta la Repubblica sono stati costruite 942 scuole, ma anche 758 ospedali e altri istituti sanitari.
Stiamo sviluppando la rete di “scuole intellettuali” e di college tecnico-professionali di livello mondiale.
Negli ultimi 12 anni è aumentato del 182% il  numero di borse di studio universitarie.
Nel 1993 abbiamo adottato il programma “Bolashak”, unico nel suo genere, grazie al quale
8.000 giovani meritevoli hanno potuto laurearsi nei migliori atenei del mondo.
Ad Astana è stata costituita una moderna università per la ricerca scientifica che opera nel rispetto degli standard internazionali.
 
(5)   RISORSE ENERGETICHE Il complesso gas-petrolifero del Kazakhstan è la locomotiva di tutta l’economia e favorisce lo sviluppo degli altri settori.
I settori gas-petrolifero ed estrattivo necessitavano di una radicale modernizzazione. Noi siamo riusciti a farlo. Oggi usiamo i proventi della vendita di materie prime per costruire la nuova economia del futuro.
Si osserva una costante crescita della quota del settore gas-petrolifero nel PIL del paese che è aumentata dal 3,7% del 1997 al 14,7% del 2006 e al 25,8% del 2011.
Abbiamo diversificato i mercati di vendita e abbiamo rafforzato le nostre posizioni, diminuendo parallelamente la dipendenza da una singola destinazione della produzione.
 
(6)   INFRASTRUTTURE, SOPRATTUTTO TRASPORTI E COMUNICAZIONI
 
Abbiamo posto l’obiettivo di sviluppare le infrastrutture e ne abbiamo avuto la forza. Negli anni scorsi è stata avviata la costruzione di molti grandi infrastrutture strategiche nel settore industriale, trasportistico e civile.  Si tratta di grandi autostrade, linee ferroviarie, condutture, centri logistici, terminal, aeroporti, stazioni, porti ecc…
Questi interventi hanno dato lavoro a molti kazaki e ci hanno inseriti in un sistema di collegamenti economici regionali e globali.
Ogni anno cresce il numero degli utenti del settore delle telecomunicazioni. Intendo sia telefonia fissa, sia telefonia mobile, sia Internet.
Il “Governo elettronico” ha semplificato significativamente l’interazione tra cittadino e stato. Negli ultimi 11 anni sono stati stanziati 1.263,1 miliardi di tenge nello sviluppo del settore autostradale. In questi anni sono stati costruiti e ricostruiti più di 48.000 chilometri di strade, e 1.100 chilometri di linee ferroviarie.
Oggi stiamo facendo nascere la Nuova Via della seta, creando il corridoio trasportistico Europa occidentale-Cina occidentale.
Abbiamo aperto l’accesso ai paesi del Golfo Persico e del Grande Medio Oriente costruendo la linea ferroviaria Uzen-confine del Turkmenistan. Con la costruzione della strada Korgas –Zhetygen, abbiamo spalancato le porte dell’oriente, inaugurando la via per i mercati della Cina e di tutto il subcontinente asiatico. Abbiamo avviato la costruzione della linea ferroviaria Jezkazgan-Beyneu.
 
(7)   UNO STATO PROFESSIONISTA Dovevamo liberarci definitivamente dalle tradizioni gestionali del sistema gerarchico-amministrativo e creare una classe di amministratori moderna ed efficiente. Il sistema da noi creato di selezione e promozione dei quadri, nel quale tutti i cittadini hanno i medesimi diritti e le stesse opportunità, ci ha garantito un livello sufficientemente alto di professionalità e la trasparenza dell’azione dell’apparato statale.
Siamo riusciti a compiere una sorta di rivoluzione nella gestione statale indirizzandola all’incremento della qualità dei servizi che lo stato offre ai suoi cittadini.
E dunque gli obiettivi principali individuati dalla “Strategia-2030” sono stati rispettati, altri sono ancora in via di implementazione.
 
***
Oggi ciascuno di noi può dire: la “Strategia-2030” ha funzionato, il Kazakhstan moderno esiste ed è il risultato della nostra coesione, del lavoro costante e certosino, la realizzazione dei nostri sforzi e delle nostre speranze.
Noi tutti siamo orgogliosi dei nostri successi.
La crisi mondiale ha confermato la solidità del nostro stato e della nostra società. I nostri principi, il nostro sistema politico, il nostro modello economico non sono più oggetto di seri contrasti o laceranti discussioni né all’interno del paese né all’estero.
Ora davanti a noi abbiamo un nuovo obiettivo. Dobbiamo rafforzare il vettore di un ulteriore sviluppo a lungo termine del nostro stato.
 
II.    Le dieci sfide globali del XXI secolo
 
Oggi l’umanità si confronta con nuove sfide globali. Per il nostro paese e per tutta la nostra regione ho evidenziato dieci sfide fondamentali. Siamo tenuti ad affrontarle tutte se vogliamo ottenere anche in futuro successi nel nostro sviluppo.
 
La prima sfida è l’accelerazione dei tempi storici.
I tempi storici hanno subito una notevole accelerazione. Il mondo si trasforma rapidamente e la velocità dei cambiamenti è decisamente impressionante.
Negli ultimi 60 anni la popolazione mondiale è triplicata ed entro il 2050 raggiungerà i 9 miliardi. Nello stesso periodo il PIL mondiale è cresciuto di 11 volte.
L’accelerazione del processo storico mondiale apre infinite e sempre nuove possibilità e sono orgoglioso che siamo riusciti a sfruttarle totalmente.
In 20 e pochi più anni abbiamo realizzato la modernizzazione di tutte le sfere della vita della società a ritmi molto rapidi. Abbiamo fatto quello che ad altri paesi ha richiesto 100 e anche 150 anni.
Tuttavia abbiamo ancora alcuni gruppi sociali che non sono toccati dal processo generale di modernizzazione. Questo avviene per cause oggettive. Nella società esiste ancora un certo squilibrio che influisce sulla condizione morale e sulle attese sociali della popolazione.
Noi dobbiamo eliminare questo squilibrio e garantire a tutti gli strati sociali la possibilità di integrarsi nel processo di modernizzazione, di trovare un proprio posto nella società, sfruttando pienamente le opportunità offerte dal nuovo corso politico.
 
Seconda sfida – squilibrio demografico globale
Ogni giorno si fa più acuto lo squilibrio demografico globale. Il trend mondiale è quello dell’invecchiamento della popolazione. Fra 40 anni il numero delle persone di oltre 60 anni supererà il numero di coloro che avranno meno di 15 anni. La bassa natalità, l’invecchiamento dell’umanità provocano inevitabilmente problemi nel mercato del lavoro di molti paesi, dovuti in particolare alla carenza di manodopera.
Il crescente squilibrio demografico crea nuove ondate migratorie e aggrava la tensione sociale in tutto il mondo.
Noi, in Kazakhstan, ci scontriamo con la pressione migratoria in singole regioni del paese dove immigrati clandestini destabilizzano i locali mercati del lavoro.
Dobbiamo anche sapere che è assolutamente probabile che in un futuro non tanto lontano potremo scontrarci con il processo contrario e cioè con l’emigrazione per lavoro al di fuori dei confini del nostro paese.
Noi siamo una nazione giovane. L’età media nel nostro paese è di 35 anni. Questo ci dà un’enorme possibilità di tutelare il nostro potenziale umano e di posizionarci correttamente nel mondo. E oggi abbiamo basi sicure per progredire.
Nel paese il lavoro c’è e chiunque voglia lo può trovare. Inoltre nel nostro paese chiunque può crearsi il proprio lavoro, costruirsi il proprio futuro. Questo è un nostro grande successo.
Io vi conduco verso la Società della Piena Occupazione in cui i disoccupati non staranno seduti ad aspettare il sussidio, ma impareranno nuove professioni, una società in cui le persone con capacità limitate potranno svolgere un’attività creativa e le società e le aziende creare per loro dignitose condizioni di lavoro.
La nostra gioventù deve studiare, acquisire nuovi saperi e nuove conoscenze e utilizzarli in maniera competente ed efficace nella vita quotidiana. Per questo dobbiamo creare tutte le opportunità e garantire tutte le condizioni più favorevoli.
 
Terza sfida: la minaccia della sicurezza alimentare globale
I ritmi accelerati della crescita della popolazione mondiale inaspriscono il problema alimentare. Già oggi decine di milioni di persone al mondo soffrono la fame, un miliardo circa soffre di una costante carenza di cibo. Senza mutamenti rivoluzionari nella produzione di alimentari questi dati disastrosi sono destinati solo al peggioramento.
Per noi dietro a questa sfida si nascondono grandi opportunità.
Stiamo entrando nel novero dei maggiori esportatori di cereali. Abbiamo vastissimi territori ecologicamente puliti e siamo in grado di produrre alimenti ecologicamente sani.
Abbiamo le forze per realizzare un balzo qualitativo nella produzione agricola, ma per questo sarà necessario che lo stato modifichi il suo modo di pensare.
 
Quarta sfida – acuta mancanza di acqua
Anche le risorse idriche mondiali subiscono una forte pressione.
Negli ultimi 60 anni la richiesta di acqua potabile sul pianeta è cresciuta di 8 volte. Entro la metà del secolo molti paesi saranno costretti a importare acqua.
L’acqua è una risorsa estremamente limitata, la lotta per il possesso delle fonti di acqua sta già diventando un importante fattore geopolitico in quanto causa di tensioni e conflitti nel mondo.
Il problema del rifornimento idrico è fortemente sentito anche nel nostro paese. Noi non abbiamo abbastanza acqua potabile di qualità. Alcune delle nostre regioni ne hanno urgente necessità.
Esiste anche un aspetto geopolitico della questione. Già oggi ci scontriamo con il serio problema dell’utilizzo delle risorse idriche dei fiumi transfrontalieri e nonostante la sua complessità dobbiamo assolutamente evitarne la politicizzazione.
 
Quinta sfida – sicurezza energetica globale
Tutti i paesi avanzati incrementano i propri investimenti nelle tecnologie energetiche alternative e “verdi”.
Già entro il 2050 l’utilizzo di queste tecnologie consentirà di generare fino al 50% dell’energia consumata.
È evidente che si sta gradualmente esaurendo l’epoca dell’economia degli idrocarburi. Si sta approssimando una nuova era, nella quale l’attività umana non si fonderà tanto e non solo sul petrolio e sul gas quanto sulle fonti energetiche rinnovabili.
Il Kazakhstan è uno degli elementi chiave della sicurezza energetica globale.
Il nostro paese che ha grandi riserve di petrolio e gas di livello mondiale, non retrocederà neanche di un passo dalla sua politica di affidabile partenariato strategico e di collaborazione internazionale di reciproco vantaggio nel settore energetico.
 
Sesta sfida: esaurimento delle risorse naturali
In condizioni di limitatezza, di esaurimento delle risorse naturali della terra, una crescita della domanda senza precedenti nella storia innescherà processi diversi sia negativi, sia positivi.
A questo riguardo il nostro paese ha una serie di privilegi. L’Onnipotente ci ha donato molte risorse naturali. Altri paesi e altri popoli avranno bisogno delle nostre risorse.
Per noi è di fondamentale importanza ripensare il nostro rapporto con le ricchezze naturali. Dobbiamo imparare a gestirle correttamente, accumulando nelle casse statali gli utili derivanti dalla loro vendita, ma cosa ancora più importante dobbiamo trasformare con efficienza le ricchezze naturali del nostro paese in una crescita economica sostenibile.
 
Settima sfida: la terza rivoluzione industriale
L’umanità è alle soglie della Terza rivoluzione industriale che cambia il concetto stesso di produzione. Le scoperte tecnologiche modificano radicalmente la struttura e la domanda dei mercati mondiali. Noi viviamo in una realtà tecnologica completamente diversa da quella precedente.
Le tecnologie digitali, le nanotecnologie, la robotica, la medicina rigenerativa e molti altri successi della scienza sono diventati una realtà quotidiana e hanno trasformato non solo l’ambiente, ma anche l’uomo.
Noi dobbiamo partecipare attivamente a questi processi.
 
Ottava sfida: la crescente instabilità sociale
Oggi, uno dei problemi mondiali più grandi è l’instabilità sociale in aumento. La causa principale sta nelle disuguaglianze sociali.
Nel mondo circa duecento milioni di persone non riescono a trovare un lavoro. Nell’Unione Europea la disoccupazione ha raggiunto addirittura i massimi livelli degli ultimi decenni e provoca numerosi disordini di massa.
In confronto, bisogna riconoscerlo, la situazione del Kazakhstan appare sufficientemente positiva. Oggi abbiamo il più basso tasso di disoccupazione di tutta la nostra storia indipendente. Questo è senza dubbio un grande successo, nonostante ciò non possiamo permetterci di riposare sugli allori.
La crisi economica globale che si sta trasformando in crisi socio-politica, eserciterà inevitabilmente la sua pressione anche sul Kazakhstan, metterà alla prova la nostra solidità.
Ecco perché all’ordine del giorno abbiamo posto la questione della sicurezza e della stabilità sociali. Un nostro obiettivo importante è quello di rafforzare la stabilità sociale del nostro paese.
 
Nona sfida: la crisi dei valori della nostra civiltà
Il mondo vive oggi un’acuta crisi di valori e della sua weltanschauung. Sempre più spesso vengono diffusi proclami sulla lotta tra civiltà, la fine della storia, il fallimento del multiculturalismo.
Per noi è questione di primaria importanza non farci coinvolgere da questa visione del mondo, tutelando i nostri valori consolidatisi nei secoli. Abbiamo imparato sulla nostra pelle, abbiamo trasformato in un vantaggio quello che veniva definito il nostro tallone d’Achille e cioè la comunità multietnica e pluriconfessionale.
Dobbiamo imparare a vivere nella coesistenza di culture e religioni. Dobbiamo essere fedeli al dialogo tra culture e civiltà.
Solo nel dialogo con altre nazioni il nostro paese può in futuro conquistare prestigio e autorevolezza. Nel XXI secolo il Kazakhstan deve rinsaldare le proprie posizioni di leader regionale e diventare un ponte di dialogo e collaborazione tra Occidente e Oriente.
 
Decima sfida: la minaccia della nuova destabilizzazione mondiale.
Noi tutti vediamo cosa sta avvenendo nel mondo. Non è una nuova ondata di crisi, ma la prosecuzione della crisi degli anni 2007-2009, dalla quale l’economia mondiale non è ancora uscita.
Il sistema economico mondiale già nel 2013-2014 potrebbe registrare un crollo serio che provocherebbe in particolare la caduta dei prezzi mondiali delle materie prime. Per noi questo scenario sarebbe veramente negativo.
Una eventuale recessione nella UE e/o negli USA potrebbe portare a una contrazione della domanda di materie prime nei paesi sviluppati.
Il default potenziale di anche uno solo degli stati dell’Eurozona potrebbe provocare un “effetto domino” e quindi mettere in pericolo l’incolumità delle nostre riserve internazionali e la stabilità delle nostre esportazioni.
La contrazione delle riserve valutarie rafforzerebbe la pressione dei tassi di cambio e dell’inflazione con la conseguente probabile influenza negativa sulla situazione socio-economica.
In questo quadro noi dobbiamo elaborare una politica ragionata, concordata e coordinata di tutti i rami del potere, dello stato e della società per essere pronti a reagire a qualsiasi scenario di evoluzione della situazione internazionale.
 
III. La Strategia “Kazakhstan-2050”: una nuova politica per il nuovo Kazakhstan nelle condizioni storiche in veloce mutamento
 
Egregi kazaki!
Cari compatrioti!
 
Il paradigma dei compiti che dobbiamo affrontare è qualitativamente mutato.
Per affrontare degnamente nuove sfide, la cornice della “Strategia-2030” non è sufficiente Abbiamo bisogno di ampliare l’orizzonte della programmazione e, come 15 anni fa, compiere un ulteriore salto nella nostra concezione del mondo.
Primo: il Kazakhstan è uno stato moderno. La nostra società ha raggiunto la maturità. Per questo l’agenda di oggi è differente da quella che avevamo nella fase di consolidamento dello stato.
Il carattere e la profondità delle trasformazioni che avvengono nel mondo, l’interdipendenza globale esigono un solido sviluppo a lungo termine. Molti paesi cercano di guardare oltre gli anni 2030-2050. La “previsione controllata” si trasforma in un importante strumento di evoluzione degli stati in questo periodo di instabilità.
Secondo: la Strategia “Kazakhstan-2030” è stata elaborata per il periodo di consolidamento del nostro stato. La strategia è stata attuata nei suoi parametri fondamentali.
Terzo: noi ci scontriamo con le sfide e le minacce generate dalla nuova realtà. Esse hanno un carattere universale e riguardano tutti i paesi e tutte le regioni.
Quando abbiamo elaborato la strategia “Kazakhstan-2030” nessuno prevedeva un’incombente crisi economico-finanziaria senza precedenti in conseguenza della quale si sarebbero create condizioni economiche e geopolitiche assolutamente impreviste.
La “Strategia 2030” è stata elaborata nel 1997 come documento aperto. Fin dall’inizio avevamo previsto la possibilità di inserire correttivi.
Poiché capiamo bene che la situazione nel mondo cambia e che la vita può suggerire correttivi, su mio incarico è stato costituito un gruppo di lavoro che ha approfondito la nostra situazione e la nostra possibile strategia nelle nuove condizioni.
Alla luce delle sue riflessioni io propongo di lanciare un Nuovo Corso politico della nazione fino al 2050, nel cui ambito proseguirà l’implementazione degli obiettivi della “Strategia-2030”. Dobbiamo sapere che il tempo e le condizioni apporteranno i loro correttivi ai nostri programmi, così com’è avvenuto per il programma “Kazakhstan -2030”.
Il 2050 non è semplicemente una data simbolica.
È una data reale sulla quale si orienta la comunità mondiale.
L’ONU ha elaborato una previsione globale di sviluppo delle civiltà al 2050. Un rapporto di previsione al 2050 è stato diffuso dalla FAO.
Oggi sempre più paesi elaborano e approvano queste strategie a lungo termine. La Cina ha appunto fissato questo orizzonte alla sua pianificazione strategica.
Anche le grandi multinazionali elaborano proprie strategie di sviluppo per i 50 anni a venire.
Quindici anni fa, quando è stata approvata la “Strategia-2030”, la prima generazione di kazaki, nata già nel nuovo Kazakhstan, non aveva ancora iniziato le elementari.
Oggi quella generazione o sta finendo l’università o è già al lavoro.
Invece fra due-tre anni farà la sua comparsa la seconda generazione dell’indipendenza, ecco perché noi dobbiamo pensare oggi a come dare nuovi affidabili punti di riferimento a questa generazione.
Il nostro obiettivo principale è quello di far parte, entro il 2050, del novero dei 30 paesi più sviluppati del mondo.
I nostri successi e il nostro modello kazako di sviluppo devono diventare la base del Nuovo Corso Politico.
La “Strategia-2050” è l’evoluzione logica della Strategia “Kazakhstan-2030” nella nuova fase. È la risposta alle domande chi siamo? Dove andiamo? E dove vogliamo arrivare entro il 2050.
Io sono sicuro che la nuova generazione sia interessata proprio a questo.
Sulla base di quanto sopra, propongo un progetto di Nuovo corso politico della nazione al 2050. E questo sarà il mio Messaggio al popolo del Kazakhstan.
 
***
Dove andiamo? Il Kazakhstan del 2050 deve essere tra i trenta paesi più sviluppati al mondo. Tra i paesi in via di sviluppo la competizione per occupare questo posto nel club sarà durissima. La nazione deve essere pronta alla lotta economica globale, sapendo che il posto al sole sarà garantito solo ai più forti.
Noi dobbiamo lavorare con perseveranza ed entusiasmo, senza perdere di vista i nostri obiettivi primari:
•     ulteriore sviluppo e rafforzamento della statalità;
•     transizione ai nuovi principi dell’economia politica;
•     sostegno totale dell’imprenditoria – forza motrice dell’economia nazionale;
•     costruzione di un nuovo modello sociale;
•     creazione di moderni ed efficaci sistemi di istruzione e di sanità;
•     aumento della responsabilità, dell’efficienza e della funzionalità dell’apparato statale;
•     organizzazione di una politica estera e di difesa adeguata alle nuove sfide.
 
Oggi elencherò anche gli obiettivi primari del 2013 che garantiranno un avvio di successo del Nuovo Corso politico al 2050.
Nel rispetto di questi obiettivi, il Governo deve immediatamente elaborare un Piano d’azione nazionale per il 2013.
Questo importantissimo documento deve comprendere incarichi concreti  e  contemplare la responsabilità personale dei dirigenti del potere esecutivo, legislativo e giudiziario. L’Amministrazione del Presidente deve tenere sotto stretto controllo l’elaborazione e la successiva attuazione di questo documento.
Ora vorrei illustrare la mia idea degli indirizzi principali della “Strategia Kazakhstan-2050”.
 
1.    La politica economica del nuovo corso: pragmatismo economico globale basato sui principi del rendimento, del ritorno degli investimenti e della competitività.
1.      Pragmatismo economico globale
L’essenza della politica economica del Nuovo Corso è appunto il pragmatismo economico globale. Di fatto si tratta di una rottura radicale nei nostri approcci e nelle nostre visioni.
Cosa significa tutto questo?
Primo: l’adozione, senza eccezione alcuna, di tutte le decisioni economiche e gestionali alla luce dell’opportunità economica e degli interessi a lungo termine.
Secondo: determinazione di nuove nicchie di mercato nelle quali il Kazakhstan possa operare come business-partner paritario. Creare nuovi centri di crescita economica.
Terzo: creazione di un clima favorevole agli investimenti al fine di incrementare il potenziale economico. Redditività e ritorno degli investimenti.
Quarto: creazione di un efficiente settore privato dell’economia e sviluppo del partenariato tra pubblico e privato. Sostegno statale alle esportazioni.
 
Nuova politica dei quadri
Una condizione chiave del successo della nuova politica economica è la formazione di quadri. A questo scopo dobbiamo:
Migliorare la qualità dei dirigenti, ne abbiamo le capacità.
È fondamentale introdurre nel settore pubblico strumenti moderni di management e nuovi principi di gestione aziendale.
Parallelamente dobbiamo trarre profitto dalla divisione internazionale del lavoro, in particolare riuscire ad attrarre personale straniero qualificato  per realizzare, con un programma di outsourcing, alcuni degli obiettivi del nostro Nuovo Corso. Dobbiamo inoltre individuare sul libero mercato i migliori specialisti stranieri portandoli a lavorare nel nostro paese.
L’impiego di personale gestionale con esperienza e conoscenze internazionali ha un doppio effetto: ci consentirà non solo di modernizzare il management della nostra industria, ma contemporaneamente di istruire il nostro personale. Questa è una prassi per noi assolutamente nuova.
È di primaria importanza raggiungere progressivamente, entro il 2050, i seguenti obiettivi: In primo luogo la modernizzazione della politica macroeconomica dello stato.
Politica di bilancio
 
•    Dobbiamo adottare nuovi principi di politica di bilancio: spendere esclusivamente entro i limiti delle nostre disponibilità e ridurre quanto più possibile il disavanzo. É indispensabile accrescere le riserve per i tempi più duri, garantendone l’integrità in una prospettiva a lungo termine.
•     L’atteggiamento nei confronti del processo di bilancio deve essere cauto e ponderato, come quello riservato agli investimenti privati. In altre parole, neanche un tenge pubblico deve essere speso a vuoto.
•     Il bilancio dello stato deve essere incentrato su progetti nazionali produttivi di lunga durata, quali, ad esempio, la diversificazione dell’economia e lo sviluppo delle infrastrutture.
Occorre selezionare rigorosamente gli investimenti valutandone la fattibilità e il ritorno economico. È importante tenere presente che anche progetti più moderni possono tramutarsi in oneri per il bilancio pubblico, qualora richiedano costi di gestione senza essere redditizi e senza risolvere i problemi dei nostri concittadini.
 
Politica fiscale
 
•     Occorre introdurre un regime fiscale favorevole per i contribuenti operanti nel settore della produzione e delle nuove tecnologie. Tale attività è già stata avviata. Pongo l’obiettivo di perfezionarla: operando una revisione di tutte le agevolazioni fiscali vigenti, ottimizzandone l’efficacia.
•     Dobbiamo portare avanti la politica di liberalizzazione dell’amministrazione fiscale e di riorganizzazione dell’amministrazione doganale. È necessario snellire e minimizzare la contabilità fiscale.
Dobbiamo stimolare gli attori del mercato ad essere competitivi e non a cercare nuovi sistemi di evasione fiscale.
•     La riduzione pragmatica del controllo fiscale deve semplificare il dialogo tra le entità economiche e le autorità fiscali. Nei prossimi cinque anni è indispensabile che tutti passino ad un regime di contabilità elettronica on-line.
•     A decorrere dal 2020 dobbiamo introdurre la prassi del credito d’imposta. L’obiettivo principale è quello di stimolare l’attività di investimento degli imprenditori.
•     La nuova politica fiscale dovrà avere un orientamento sociale. A tal fine è necessario, a partire dal 2015, elaborare un insieme di misure incentivanti, ivi comprese misure che prevedano l’esenzione fiscale per società o cittadini che investano fondi propri nell’istruzione e nelle assicurazioni mediche per se stessi, i propri familiari e impiegati.
In tal modo la futura politica fiscale dovrà stimolare, a livello del business, la crescita interna e l’esportazione verso mercati esteri, mentre, a livello del singolo cittadino, l’attitudine al risparmio e agli investimenti.
 
Politica monetaria e creditizia
 
•   Considerato il clima sfavorevole dell’economia mondiale, dovremo garantire la tutela dei redditi di ogni singolo cittadino kazako e contenere il livello dell’inflazione entro valori compatibili con la crescita economica. Si tratta non soltanto di una questione macroeconomica, bensì di una questione di sicurezza sociale per il paese. E questo deve essere il compito principale della Banca Nazionale e del Governo già a partire dal 2013.
•   A loro volta le banche kazake dovranno espletare le proprie finalità e soddisfare la domanda di prestiti da parte del settore reale dell’economia. Al contempo non bisogna allentare il controllo sul sistema finanziario, è necessario liberare le banche da crediti in sofferenza e impegnarsi a fondo nelle problematiche connesse al finanziamento A tal fine la Banca Nazionale e il Governo, con il coordinamento dell’Amministrazione del Presidente, devono sviluppare un sistema di politica monetaria concettualmente nuovo volto a fornire all’economia le risorse monetarie necessarie.
 
Politica di gestione del debito pubblico e del debito estero
 
•     Dobbiamo tenere sotto costante controllo il livello del debito pubblico del paese. Occorre ridurre il rapporto tra disavanzo pubblico e PIL fino al 2,1% nel 2013  e all’1,5% nel 2015.
Il debito pubblico deve attestarsi su di un livello moderato. Si tratta di un obiettivo cruciale, poiché soltanto in questo modo potremo garantire la stabilità del nostro bilancio e la sicurezza nazionale in condizioni di instabilità mondiale.
•    È necessario controllare rigorosamente il livello del debito del settore privato dell’economia di particolare interesse pubblico.
In secondo luogo, il nostro approccio verso lo sviluppo delle infrastrutture deve assumere connotazioni del tutto nuove.
L’infrastruttura ha il compito di ampliare le possibilità di crescita economica. È necessario sviluppare l’infrastruttura in due direzioni: integrando l’economia nazionale con l’ambiente globale e, inoltre, spingendosi verso le regioni situate all’interno del paese.
•   È importante concentrare l’attenzione sulle arterie d’uscita dal paese allo scopo di creare strutture logistiche e di trasporto oltre i confini del Kazakhstan, valutando accuratamente i nostri interessi. Dobbiamo ragionare al di fuori degli schemi e costituire società miste nella regione e in tutto il mondo: Europa, Asia e America, aventi come oggetto ad esempio porti in paesi con sbocco diretto sul mare, hub logistici e di trasporto in punti nodali di transito mondiale e così via. A tal fine occorre mettere a punto un apposito programma definito “Integrazione infrastrutturale globale”.
•   Dobbiamo incrementare il nostro potenziale di transito. Attualmente è in fase di implementazione una serie di importanti progetti infrastrutturali a livello nazionale, che dovrà condurre, entro il 2020, ad un raddoppio del traffico di transito attraverso il Kazakhstan. Per il 2050 tale valore dovrà aumentare di 10 volte.
•    Il tutto in funzione di una questione chiave: quella di promuovere l’esportazione nazionale soltanto verso quei mercati mondiali, dove vi sarà un richiesta a lungo termine dei nostri beni e servizi.
•    La creazione dell’infrastruttura deve inoltre soddisfare precisi criteri di redditività.
Bisogna costruire soltanto laddove tale attività conduca allo sviluppo di nuova attività e alla creazione di nuovi posti di lavoro.
Dobbiamo creare, all’interno del paese, “poli infrastrutturali” volti a “coprire” zone remote o con bassa densità di popolazione, con le necessarie e vitali infrastrutture A tal fine è necessario assicurare in primis la creazione di  infrastrutture trasportistiche.
Affido al Governo il compito di mettere a punto e di approvare nel 2013 un Programma Statale per lo sviluppo dell’infrastruttura.
Terzo: la modernizzazione del sistema di gestione degli asset pubblici.
Su scala mondiale il Kazakhstan è un’economia non grande che quindi deve essere gestita in maniera molto efficace. Il paese deve operare come “un’unica società”, e lo stato deve esserne il nucleo.
La forza della mentalità aziendale consiste nel fatto che tutti i processi vengono considerati come un insieme indivisibile. Il management statale di ogni livello deve imparare a pensare in tali termini, adottando una mentalità orientata al business.
Lo ribadisco: non bisogna limitarsi a distribuire stanziamenti statali, ma investire in modo ponderato e controllato.
Il principale criterio di efficacia è rappresentato dal livello di ritorno economico dei nostri investimenti. Quanto prima saremo in grado di accrescere il potenziale produttivo del paese, tanto più velocemente il Kazakhstan diventerà un player a pieno titolo del mercato internazionale, e non una sua appendice.
•    “Locomotiva” della transizione alla nuova politica economica deve essere il Fondo Nazionale. In primo luogo occorre destinare le risorse del Fondo Nazionale a progetti strategici di lungo temine. Nel 2013 deve continuare l’accumulazione di mezzi monetari nel Fondo Nazionale, ed è necessario utilizzare tali risorse in maniera molto razionale e ponderata.
•     Lo Stato, rappresentato dalle compagnie nazionali, ha il compito di stimolare lo sviluppo dell’economia del futuro, che tiene conto di quei settori che emergeranno in seguito alla Terza rivoluzione industriale. L’industria nazionale deve utilizzare materiali compositi avanzati che dovranno essere prodotti nel nostro paese.
•      Lo Stato deve stimolare lo sviluppo del potenziale di transito nell’ambito delle tecnologie dell’informazione. Per il 2030 dovremo far passare attraverso il Kazakhstan almeno il 2-3% dei flussi informativi mondiali. Entro il 2050, tale percentuale dovrà come minimo raddoppiare.
•      È inoltre necessario stimolare le imprese private a investire fondi nella ricerca e nell’innovazione. Vorrei sottolinearlo in maniera particolare: l’introduzione dell’innovazione è un aspetto di fondamentale importanza, ma non può rappresentare il fine ultimo. Il nostro paese avrà benefici reali solo quando le nostre nuove tecnologie saranno richieste dal mercato. In caso contrario, l’innovazione costituisce soltanto un’inutile spreco di denaro.
•     Occorre porre fine alla prassi del supporto selettivo a singole società o settori. Dobbiamo sostenere soltanto quei settori che espletano funzioni socialmente valide e strategiche e sanno dimostrare la propria efficacia. .
 
Quarto: è necessario introdurre un sistema del tutto nuovo di gestione delle risorse naturali.
Dobbiamo utilizzare le risorse, quale importante punto di forza del Kazakhstan, per garantire la nostra crescita economica, per stipulare importanti accordi politici ed economici con l’estero:
•     Sin da ora è necessario accelerare il più possibile l’introduzione delle nostre materie prime sui mercati internazionali che, in caso di un nuovo crollo finanziario, saranno destabilizzati. I nostri principali importatori potrebbero ridurre in modo significativo l’acquisto delle materie prime ed i prezzi subire un brusco ribasso. La nostra strategia anticipatrice consentirà, prima ancora dell’inizio della destabilizzazione dei mercati, di accumulare in breve tempo le risorse finanziarie che aiuteranno poi il paese a superare il periodo di una eventuale crisi globale.
•     La rivoluzione tecnologica modifica la struttura del consumo di materie prime. Adesempio, l’introduzione della tecnologia dei materiali compositi e di nuovi tipi di cemento implica una svalutazione delle riserve di minerale di ferro e di carbone. Questo è un altro dei fattori per accelerare i ritmi di estrazione e la fornitura sui mercati mondiali delle risorse naturali,  sfruttando in tal modo l’attuale alta richiesta internazionale nell’interesse del paese.
•     Pur restando un importante player sul mercato degli idrocarburi, dobbiamo svilupparela produzione di energia da fonti alternative, introdurre operativamente le tecnologie che utilizzano l’energia solare ed eolica. Disponiamo di tutte le possibilità per farlo. Per il 2050 nel nostro paese il consumo di energia da fonti alternative e rinnovabili dovrà costituire almeno la metà della totalità dei consumi energetici.
 
***
Se la nazione desidera utilizzare le entrate derivanti dalle riserve di materie prime tra 35 anni, occorre prepararsi a questo fin da ora. È necessario mettere a punto una strategia adhoc, definire le priorità e i partner, al fine di pianificare le attività per gli anni a venire, così come agiscono tutte le grosse società e aziende.
Questa è una lezione chiave tratta dalla nostra stessa storia: i lavori preparatori e le trattative relative a Kashagan sono stati avviati quasi 20 anni fa e solo adesso cominciamo ad ottenere dei risultati.
Indirizzi principali per lo sviluppo della strategia:
•    Affinché le regioni siano interessate ad attrarre investimenti, è necessario revocare la moratoria sull’utilizzo delle risorse del sottosuolo.
•    Dobbiamo passare dalle semplici forniture di materie prime ad una collaborazione nel settore della lavorazione delle risorse energetiche e ad uno scambio di nuove tecnologie. Per il 2025 dovremo essere in grado di rifornire per intero il nostro mercato interno con carburanti e lubrificanti rispondenti ai nuovi standard ecologici.
•    Dobbiamo attrarre investitori solo a condizione di ricevere nel nostro paese forniture delle più moderne tecnologie di estrazione e lavorazione. Dobbiamo consentire agli investitori di estrarre e utilizzare le nostre materie prime solo in cambio della creazione di nuovi impianti sul territorio nazionale.
•   Il Kazakhstan deve diventare una calamita regionale per gli investimenti. Il nostro paese deve divenire in Eurasia il luogo di principale attrazione per gli investimenti e il trasferimento di tecnologie. Questo è di fondamentale importanza. Dobbiamo mostrare agli investitori i punti di forza che possediamo.
•   Tutte le aziende estrattive dovranno introdurre soltanto processi produttivi ecocompatibili .
 
Egregi connazionali!
Nell’interesse del futuro della nazione e della sicurezza dello stato è necessario costituire un “riserva” strategica di idrocarburi grezzi. Tale riserva diverrà la base della sicurezza energetica del paese. Il tal modo creeremo un’ulteriore linea di difesa in caso di possibili sconvolgimenti economici.
 
***
Quinto: è necessario un piano per la successiva fase dell’industrializzazione.
Tra due anni si concluderà il primo quinquennio dell’attuazione del programma di industrializzazione innovativa accelerata.
Il Governo ha il compito di definire un piano dettagliato della successiva fase di industrializzazione. Occorre uno scenario  di sviluppo degli indirizzi  tecnologici ad alto potenziale.
Come risultato, la quota di esportazione del settore “non-extractive”, all’interno del volume totale delle esportazioni, dovrà raddoppiare entro il 2025, e triplicare entro il 2040.
Cosa è necessario fare a tale scopo?
Entro il 2050 il Kazakhstan deve rinnovare interamente i propri asset produttivi secondo i più recenti standard tecnologici.
Nei settori maggiormente competitivi dobbiamo attivamente mettere a punto strategie volte alla costituzione di nuove nicchie di mercato per i produttori nazionali. Questo consentirà di evitare gli effetti potenzialmente distruttivi della deindustrializzazione, soprattutto considerando la futura entrata nel WTO.
Le merci nazionali devono diventare concorrenziali. L’1 gennaio 2012 è entrato in vigore lo Spazio economico unico tra Kazakhstan Russia e Bielorussia. Questo mercato, estremamente vasto, con un PIL complessivo pari a 2 trilioni di dollari USA, che riunisce 170 milioni di consumatori, deve insegnare al nostro business come essere competitivo. Al contempo, in tale processo di integrazione economica, il Kazakhstan non perderà neanche una parte della propria sovranità politica.
•     Dobbiamo incrementare nuove produzioni con particolare attenzione all’espansione del settore “non-extractive”, finalizzato all’esportazione.
•     Dobbiamo concentrare il Programma statale per lo sviluppo industriale e innovativo accelerato sull’importazione di impianti industriali e sullo scambio di tecnologie. A tale scopo è necessario un sub-programma per la costituzione e la promozione di società miste internazionali e di partenariati vantaggiosi per il nostro paese.
•     Per il 2030 il Kazakhstan deve ampliare la propria nicchia sul mercato mondiale dei servizi spaziali e portare a conclusione una serie di progetti già avviati. Intendo la struttura di assemblaggio e collaudo di veicoli spaziali di Astana, il sistema spaziale di rilevamento a distanza, il sistema nazionale di monitoraggio spaziale e d’infrastruttura terrestre, il sistema di navigazione satellitare ad alta precisione.
•     Occorre continuare a sviluppare due cluster innovativi guida: l’Università Nazarbayev e il Parco delle tecnologie innovative. Dobbiamo velocemente passare ad un’economia a bassa emissione di carbonio.
Suggerisco di creare, nel 2013, l’organizzazione internazionale “Green Bridge”, nonché di avviare il progetto  Green4, sulla base di quattro città-satellite intorno ad Almaty.
Un potente impulso per la transizione del paese verso un indirizzo “verde” di sviluppo sarà dato dall’imminente EXPO-2017 che si terrà ad Astana. Nella capitale verranno presentate le migliori realizzazioni della scienza e della tecnica a livello mondiale. Numerosi cittadini kazaki avranno la possibilità di vedere di persona la “energia del futuro”, alla quale noi tutti aspiriamo.
 
***
 Adesso ho sollevato questioni di primaria importanza, che determineranno la preparazione del nostro paese alla Terza rivoluzione industriale.
 
Sesto: è necessaria una modernizzazione su larga scala del settore agricolo, soprattutto considerando la domanda crescente, a livello mondiale, di prodotti agricoli.
Per diventare uno dei leader globali del mercato di prodotti agro-alimentari e potenziare la produzione agricola, è necessario:
•     Estendere le aree coltivate. Vorrei sottolineare che si tratta di una possibilità che non molti paesi hanno.
•     Garantire un aumento significativo della resa delle colture, innanzitutto attraverso l’introduzione di nuove tecnologie.
•     Disponiamo di un grande potenziale per la creazione di una base foraggiera di livello mondiale per l’allevamento del bestiame.
•     Creare brand nazionali concorrenziali, dando particolare importanza all’eco-compatibilità. Di conseguenza pongo al settore agro-industriale l’obiettivo di diventare un player mondiale nell’ambito della produzione ecologicamente pulita.
 
Sviluppo dell’agricoltura a conduzione privata e delle PMI nella trasformazione e nel commercio dei prodotti agricoli
Si tratta di un obiettivo chiave. In tale ambito è necessario:
•     Operare un cambiamento nella cultura stessa di coltivazione della terra e far rinascere le nostre tradizioni di allevamento del bestiame utilizzando le più recenti conquiste in campo scientifico, tecnologico e gestionale.
•     Stabilire su quali produzioni su larga scala dobbiamo puntare al fine di conquistare i maggiori mercati dell’esportazione. Le misure adottate dovranno condurre, entro il 2050, ad una crescita di cinque volte della quota della produzione agricola nel PIL. Già per il 2013 affido al Governo il compito di:
•     Adottare un nuovo Programma di sviluppo del settore agro-industriale fino al 2020.
•     Incrementare entro il 2020 il sostegno statale all’agricoltura di 4,5, volte.
•     Mettere a punto un sistema di stimoli legislativi e incentivi economici per la costituzione di aziende agricole medie e grandi, orientate verso l’impiego di nuove agrotecnologie.
•     Introdurre elevate aliquote fiscali per i terreni rimasti incolti per un determinato periodo di tempo dopo la loro concessione.
 
Settimo: è necessario elaborare una nuova politica inerente le risorse idriche del nostro paese.
Per il fabbisogno agricolo necessitiamo di volumi colossali d’acqua. A tal proposito dobbiamo:
•     Studiare attentamente le metodologie d’avanguardia utilizzate in altri paesi, quali l’Australia, per risolvere i problemi di approvvigionamento idrico, e modificarle in accordo con le nostre esigenze.
•     Introdurre le tecnologie più avanzate per l’estrazione e l’impiego controllato delle acque del sottosuolo, di cui il paese ha abbondanti riserve.
•     Passare integralmente, nel settore agroindustriale, all’impiego di tecnologie di risparmio idrico.
La nostra società deve modificare interamente il modo di pensare. Dobbiamo porre fine allo spreco dell’acqua, che rappresenta una delle più preziose ricchezze naturali.
Entro il 2050, il Kazakhstan deve risolvere una volta per sempre il problema del rifornimento idrico.
Affido al Governo il compito di definire un programma statale a lungo termine inerente le risorse idriche, che dovrà risolvere consequenzialmente in una prima fase, entro il 2020, il problema dell’approvvigionamento di acqua potabile per la popolazione, e in una seconda fase, entro il 2040, quello dell’acqua irrigua.
 
2. Sostegno globale all’imprenditoriaforza motrice dell’economia nazionale
L’imprenditoria nazionale costituisce la forza propulsiva del nuovo corso economico. Entro il 2030 la percentuale delle piccole e medie imprese dovrà registrare almeno un raddoppio.
Innanzitutto, dobbiamo creare le condizioni necessarie per consentire alle persone di sviluppare un proprio business e partecipare a pieno titolo alle trasformazioni economiche in atto nel nostro paese, anziché attendere che lo stato risolva per loro ogni problema.
È importante innalzare il livello generale della cultura degli affari e stimolare l’iniziativa imprenditoriale.
A tale scopo è necessario:
•     Incoraggiare la tendenza delle piccole e medie imprese alla fusione e alla cooperazione e creare un sistema di supporto e incentivazione.
•     Sviluppare il mercato interno favorendo iniziative locali orientate al business e applicando una minima seppur rigida regolamentazione.
•     Prevedere l’introduzione di un nuovo e più rigoroso sistema di responsabilità nei confronti di quei funzionari dello stato che creano ostacoli artificiali al business.
•     Considerate le nuove realtà, ivi comprese la nostra partecipazione allo Spazio economico unico e l’imminente entrata nel WTO, è necessario perfezionare i meccanismi di supporto ai produttori nazionali e adottare tutte le misure necessarie volte alla tutela e alla promozione dei loro interessi.
L’obiettivo odierno è quello di creare le condizioni e le premesse necessarie per consentire alle piccole imprese e agli imprenditori individuali la transizione alla media imprenditoria.
Al momento attuale, purtroppo, le storture del sistema di tassazione vigente per le piccole e medie imprese, ne ostacolano lo sviluppo e la crescita. Per tale motivo il Governo ha il compito di apportare, entro la fine del 2013, emendamenti alla legislazione finalizzati ad una precisa definizione dei concetti di micro, piccolo, medio e grande business. Al contempo non dobbiamo penalizzare i segmenti di business piccoli e medi.
Incarico il Governo di revocare, entro la fine del primo semestre 2013, i permessi e le licenze che non hanno diretta influenza sulla sicurezza dei cittadini del Kazakhstan, e di sostituirli con delle notifiche.
In ambito legislativo è necessario creare le condizioni che consentano al business di autoregolamentare le questioni connesse al controllo di qualità di beni, lavori e servizi forniti. Dobbiamo sviluppare un nuovo sistema di tutela dei diritti dei consumatori, che non li costringa a ricorrere ai vari gradi del sistema giudiziario .
 
In secondo luogo per costruire un solido dialogo, basato sui principi del partenariato pubblico–privato è indispensabile continuare il processo di consolidamento del business, che permetterà la vasta partecipazione degli imprenditori nell’implementazione di tale nuova strategia.
L’analisi dell’esperienza mondiale mostra che la stabilizzazione degli imprenditori all’interno di camere di commercio rappresenta uno dei fattori più importanti per l’efficienza dell’economia. Laddove ciò è avvenuto, si è realizzato il principio “business forte stato forte”.
Il Governo, di concerto con l’Unione “Atameken”, ha elaborato un modello concettuale di iscrizione obbligatoria alla Camera Nazionale degli imprenditori.
Tale modello permetterà di delegare alla Camera Nazionale, in fase di costituzione, vasti poteri e importanti funzioni fino ad ora esercitati da organi statali in ambiti quali: istruzione professionale e tecnica, supporto alla piccola imprenditoria, specialmente nelle aree rurali e nelle monocittà, e attività economiche con l’estero. La Camera Nazionale degli imprenditori diventerà in questo modo un partner affidabile e competente del Governo.
A tal proposito incarico il Governo di mettere a punto un opportuno progetto di legge e di sottoporlo al Parlamento nel primo trimestre dell’anno venturo.
 
In terzo luogo, lo stato deve modificare il proprio ruolo. È necessaria una seconda ondata di privatizzazioni su larga scala.
Non si tratta di un passo semplice, dal momento che implicherà la redistribuzione delle responsabilità tra stato e mercato. Ma noi dobbiamo affrontarlo per mantenere alto il tasso di crescita economica.
Il business privato agisce sempre e ovunque in maniera più efficace di quello delle imprese statali. Per tale motivo occorre trasferire in mani private le imprese e i servizi di carattere nonstrategico. Questo è un passo fondamentale per il rafforzamento dell’imprenditoria nazionale.
Il riuscito avvio del programma “People’s IPO” ha rappresentato il primo passo in tale senso. Si tratta innanzitutto di una ripartizione della ricchezza nazionale tra la popolazione. La società per azioni “KazTransOil” ha annunciato il collocamento di 28 miliardi di tenge e già adesso le domanda di azioni ha superato di due volte l’offerta.
 
3. Nuovi principi di politica sociale garanzie sociali e responsabilità personale.
Il nostro scopo principale è la sicurezza sociale e il benessere dei nostri cittadini. È questa la migliore garanzia di stabilità sociale.
La nostra società registra un’esigenza crescente per una politica sociale rinnovata e più efficace, in grado di fronteggiare le sfide del nostro tempo.
L’esperienza mondiale dimostra che non esiste un modello ideale e universalmente valido di politica sociale. Così come non esistono società i cui cittadini siano soddisfatti del sistema sociale esistente.
Risolvere le questioni connesse alla sicurezza sociale e al benessere dei cittadini è un compito difficile ed estremamente serio, che riguarda da vicino ogni singolo kazako. Per tale motivo l’approccio deve essere soppesato con cura.
Vorrei illustrare la mia visione riguardo ai principi cui dovremmo attenerci e sulla base dei quali potremmo modificare il nostro approccio verso le questioni di giustizia e assistenza sociale.
 
Nuovi principi di politica sociale.
Primo: lo stato ha il dovere, soprattutto in caso di crisi globale, di garantire ai propri cittadini uno standard sociale minimo.
L’obiettivo principale consiste nel prevenire la crescita della povertà.
La povertà non deve diventare una prospettiva sociale per nessun cittadino kazako. Dobbiamo stabilire per i nostri cittadini standard e garanzie sociali minime strettamente cor-
relate alla crescita dell’economia e del bilancio pubblico.
Questi devono includere:
•     Innanzitutto un ampliamento delle istanze inerenti ai bisogni individuali, che includano punti relativi all’istruzione e alla sanità (anche per i disoccupati e gli inabili al lavoro al fine di favorirne una maggiore socializzazione), ad una corretta alimentazione e ad un sano stile di vita, al soddisfacimento di esigenze intellettuali o dell’informazione e così via.
•     Il calcolo dei costi dei fabbisogni individuali basato su prezzi reali (di conseguenza è necessario il perfezionamento dell’analisi statistica nel paese).
•     Un innalzamento qualitativo graduale degli standard di vita, legato alla crescita dell’economia.
Il rispetto di tali principi dovrà determinare il volume dei finanziamenti statali per l’intera sfera sociale. Ciò aumenterà la trasparenza dei processi di bilancio e rafforzerà la capacità di determinare i giusti obiettivi dei fondi devoluti. Chiedo al Governo di definire una legge ad hoc.
Secondo: lo stato deve prestare supporto sociale soltanto a quei gruppi che ne abbiano reale necessità.
Che cosa bisogna fare per questo?
•     Lo stato è responsabile al 100% del sostegno mirato agli strati più vulnerabili della società: pensionati, invalidi, disabili, bambini malati ecc…
•     È necessario perfezionare costantemente il sistema di garanzie sociali e pensionistiche, tutelare in ogni modo maternità e infanzia.
•     Dobbiamo avere programmi precisi di addestramento e riqualificazione dei disoccupati, legati al fabbisogno del mercato del lavoro. Lo stato deve fornire assistenza sociale ai disoccupati a condizione che questi ultimi imparino un nuovo mestiere e accettino di riqualificarsi.
•     È importante creare le condizioni per le quali i datori di lavoro assumano elementi degli strati più vulnerabili della società, garantendo loro uno stipendio. Prima di tutto questo riguarda i disabili. Così si comportano i paesi sviluppati. Noi dobbiamo creare le condizioni per consentire loro una valida attività lavorativa. I sussidi statali devono essere riservati a coloro che non sono veramente in grado di lavorare. Le società e le aziende che creano le condizioni per assumere invalidi devono essere incentivate
 
Terzo. Noi dobbiamo concentrarci sulla soluzione dei problemi di squilibrio sociale nello sviluppo delle regioni.
Oggi il debole sviluppo economico di una serie di regioni crea disoccupazione provocando la polarizzazione del livello di reddito della popolazione.
(1)      Prima di tutto è necessario rafforzare il coordinamento del lavoro degli organi statali nel campo dello sviluppo regionale.
L’obiettivo è quello di sincronizzare l’attuazione di tutti i programmi statali e settoriali rispettando i compiti prioritari di sviluppo delle regioni.
Già nella prima metà del 2013 il Governo deve definire e valutare l’elenco dei progetti necessari e promettenti delle regioni.
(2)    Nell’anno trascorso abbiamo avviato la realizzazione del programma di sviluppo delle monocittà. Risorse significative sono state investite nella creazione di nuovi posti di lavoro, per risolvere i problemi sociali della popolazione e migliorare l’efficienza delle aziende.
Noi incrementeremo la qualità degli enti locali. Tengo personalmente sotto controllo questo lavoro.
Parallelamente abbiamo necessità di nuovi meccanismi efficaci per recuperare il gap socio-economico delle diverse regioni.
Incarico il Governo in accordo con gli Akim delle regioni di adottare nel 2013 un programma di sviluppo delle piccole città che deve essere un programma a lungo termine e dare vita a una serie di progetti industriali. Questi progetti devono contribuire alla costruzione di un sistema di specializzazione settoriale delle regioni e trasformare le piccole città in cittàsatellite produttive e industriali di grandi agglomerati e, in ultima analisi, elevare il livello di vita della popolazione locale e garantire lavoro ai giovani delle campagne.
 
(3)    Nel complesso dobbiamo adottare misure per la soluzione generale dei problemi dell’emigrazione che influenzano i mercati del lavoro nelle regioni del paese.
È necessario rafforzare il controllo sui flussi migratori provenienti dai paesi limitrofi.
Come obiettivo a più lungo termine dobbiamo creare condizioni favorevoli per il personale qualificato kazako al fine di evitarne l’emigrazione in altri mercati del lavoro.
Nel 2013 il Governo deve elaborare e ratificare un progetto complessivo per la soluzione dei problemi  migratori.
 
(4)    Bisogna prestare particolare attenzione ai territori di frontiera il cui potenziale non è ancora completamente valorizzato. È necessario rendere queste zone maggiormente attraenti. Il Governo, in accordo con gli Akim, deve elaborare nel 2013 un complesso di misure supplementari per lo sviluppo delle aree di frontiera.
 
Quarto: dobbiamo svecchiare la politica occupazionale e retributiva.
(1)    Una delle più serie minacce alla stabilità mondiale è la crescita della disoccupazione. Tutti i programmi realizzati nel paese, sia quelli statali, sia quelli settoriali, devono garantire buona occupazione. per questo incarico il Governo e gli Akim nel 2013 di: integrare tutti i programmi approvati in precedenza per lo sviluppo dell’imprenditoria e il sostegno al business.
Elaborare meccanismi di stanziamento pubblico in quelle regioni in cui si registra un tasso maggiore di disoccupazione e di basse retribuzioni.
Affido la responsabilità per l’attuazione di questo programma rinnovato personalmente al Primo Ministro e agli Akim.
 
(2)    Sei mesi fa, dopo la pubblicazione del mio articolo “Modernizzazione sociale: venti passi verso la società della piena occupazione”, è stata avviata l’elaborazione della Legge sui sindacati e sulla regolamentazione del lavoro. Il nostro obiettivo è quello di formare un nuovo modello di relazioni sindacali che, nel sostegno all’imprenditoria, tengano in considerazione gli interessi dei lavoratori.
È necessario accelerare l’adozione di questa legge affinché entri in vigore al più presto possibile a tutela dei diritti del lavoratori.
(3)    il Governo deve adottare misure per elaborare approcci radicalmente nuovi alle retribuzioni e alle sperequazioni esistenti.
 
 
***
 
Dichiaro che nella nuova fase la tutela della maternità e dell’infanzia costituisce l’elemento più importante della politica sociale.
Tutela della maternità. Appello alle donne.
 Io personalmente e tutto lo stato consideriamo la maternità un impegno di particolare importanza.
Care donne!
Voi siete il perno della famiglia e quindi il perno della società.
Come sarà il nostro paese nel futuro dipende da come educhiamo oggi i nostri figli. Prima di tutto è necessario riservare particolare attenzione alle nostre figlie. Sono loro,
future mogli, future madri, custodi del focolare domestico.
 Il Kazakhstan è uno stato laico. Pur garantendo ai suoi cittadini la libertà di coscienza, lo stato contrasterà con fermezza chiunque tenti di imbrigliare la società con norme sociali che siano in contraddizione con le nostre tradizioni e la nostra legislazione.
Noi dobbiamo creare tutte le condizioni affinché le ragazze del Kazakhstan possano ottenere una buona istruzione, un buon lavoro e dunque essere indipendenti.
Le donne devono avere la possibilità di utilizzare la carta di credito, guidare la macchina, fare carriera, essere moderne,  non devono vestire o nascondersi in abiti a noi estranei che da noi nessuno ha mai indossato. Il nostro popolo ha la sua cultura, le sue tradizioni e i suoi costumi.
Tra il popolo si suole sottolineare: Қыздың жолы жiңiшке. “Il cammino della ragazza, il cammino della figlia è un filo sottile, non lo si deve spezzare”. Le ragazze, le donne sono sempre state membri con pari diritti della nostra società e le madri le persone più rispettate.
Noi dobbiamo restituire alla donna un indiscusso rispetto: alla madre, alla moglie, alla figlia.
Dobbiamo tutelare la maternità. Mi preoccupa l’aumento dei casi di violenza domestica sulle donne e sui bambini. E lo dico subito: questa violenza deve essere fermata con grande durezza.
Lo stato deve contrastare con grande rigore gli scandalosi casi di schiavitù sessuale e la mercificazione della donna.
Nel nostro paese ci sono molte famiglie monoparentali. Lo stato deve aiutare le donne che allevano da sole i propri figli. Dobbiamo offrire forme di occupazione più elastiche, la possibilità di lavorare a casa. La legge, lo Stato e io saremo dalla parte delle nostre donne.
Anche in futuro creeremo le condizioni affinché nella vita del paese il ruolo delle donne goda di maggiore considerazione. La moderna donna kazaka deve aspirare alla carriera.
Dobbiamo assumere donne negli enti pubblici statali e sociali, soprattutto negli enti locali. Dobbiamo creare le condizioni che favoriscono l’ingresso e il lavoro delle donne nel mondo del business.
 
Tutela dell’infanzia
 In tempo di pace abbiamo migliaia di orfani – i nostri orfanotrofi e brefotrofi sono stracolmi. Questa purtroppo è una tendenza in tutto il mondo e una sfida della globalizzazione. Noi dobbiamo contrastare questa tendenza. Il nostro stato e la nostra società devono favorire le adozioni degli orfani e la creazione di case-famiglia.
Cresce il numero di casi in cui gli uomini sono assolutamente irresponsabili nei confronti delle loro donne e dei loro bambini. Questo atteggiamento è in totale contraddizione con le nostre tradizioni e la nostra cultura.
I bambini sono la parte più vulnerabile e più indifesa della nostra società e non devono essere privati dei diritti.
Come Leader della nazione, io esigerò la tutela dei diritti di ogni singolo bambino. Ogni bambino nato sulla nostra terra è un kazako e lo stato deve occuparsi di lui.
Io sono contrario al divorzio, è indispensabile educare la gioventù nello spirito del valori della famiglia, il divorzio è una iattura perché sono i figli a soffrirne maggiormente. Se un padre non sa pascolare le pecore, il figlio non saprà pascolare gli agnelli. L’educazione dei figli è responsabilità di entrambi i genitori e non solo della madre.
Ma quando il divorzio è inevitabile, il padre deve pagare gli alimenti. Lo stato deve sostenere le madri sole e rendere più dura la pena per coloro che non rispettano l’obbligo di versare gli alimenti.
L’educazione dei figli è un enorme investimento nel futuro. Noi dobbiamo avere proprio questo approccio e cercare di dare ai nostri figli la migliore istruzione possibile.
Ho riservato grandi sforzi per offrire alla generazione in crescita maggiori possibilità di ottenere una migliore istruzione: è in via di realizzazione il programma “Balapan”, funzionano le “Scuole intellettuali”, l’Università Nazarbayev, il programma “Bolashak”.
Come sapete a questi istituti possono accedere solo i ragazzi più preparati e dotati. Preparare i figli alla conoscenza e al sapere è dovere dei genitori.
Lo slogan “il meglio ai bambini” deve diventare il principio ispiratore di tutti i genitori. Incarico il Governo di:
•     Rivedere radicalmente la legislazione in materia di tutela della maternità e dell’infanzia, ma anche di famiglia e matrimonio.
•     Aggravare le pene per i reati contro la maternità e l’infanzia, ma anche per le violazioni della legge in questo campo, anche le più insignificanti.
•     Riformare il sistema di stimolo della natalità e del sostegno alle famiglie numerose, elaborare un complesso di iniziative che contengano stimoli materiali e culturali quali agevolazioni fiscali, assistenza sanitaria e sociale, nuove possibilità sul mercato del lavoro e altre misure simili. Parallelamente dobbiamo smetterla con il nostro atteggiamento parassitario nei confronti delle donne e quindi aiutare le donne. che svolgono un’attività lavorativa, a credere nelle proprie forze e nelle proprie possibilità.
•        Non dare spazio nel paese alla discriminazione sessuale e in pratica garantire la parità di genere e pari opportunità alle donne e agli uomini. In questo caso mi rivolgo in primo luogo ai datori di lavoro.
 La salute della nazione è la base del nostro futuro di successo.
 Nell’ambito di una modernizzazione a lungo termine del sistema sanitario nazionale, dobbiamo introdurre in tutto il paese uniformi standard qualitativi delle prestazioni sanitarie, ma anche migliorare e omogeneizzare le dotazioni tecniche dei presidi sanitari.
Priorità chiave:
 
•     Garantire servizi sanitari accessibili e di qualità;
•     Garantire la diagnostica e la cura di uno spettro di patologie il più ampio possibile;
•     La medicina preventiva deve diventare strumento essenziale per combattere le malattie. È indispensabile puntare su di un lavoro di informazione della popolazione
•     Introdurre servizi di “medicina smart”, profilassi e cura a distanza, “medicina digitale”. Sono nuovi tipi di servizi medici particolarmente necessari in un paese così grande come il nostro.
•     Dobbiamo riflettere sul modo di introdurre nuovi comportamenti per tutelare la salute dei nostri figli. Ritengo indispensabile garantire assistenza sanitaria completa a tutti i giovani fino ai 16 anni.
È necessario che questi standard minimi vengano fissati per legge. Tale passo sarà un contributo essenziale per garantire la salute della nazione.
•     Migliorare radicalmente il sistema di formazione medica. Il sistema delle facoltà di medicina deve essere rafforzato da una rete di istituti di formazione di grado medio. Lo studio teorico deve essere il più possibile integrato con la pratica.
•     Dare un valore primario alla componente di ricerca scientifica dell’attività delle facoltà di medicina. Proprio le facoltà devono concentrare nuovi saperi e conquiste tecnologiche dell’umanità. Come esempio potrei portare gli ospedali universitari degli Stati Uniti che sono i maggiori e più efficienti centri medici. È necessario sviluppare il partenariato pubblicoprivato proprio in questa direzione.
•    Creare le condizioni per lo sviluppo della medicina privata. In tutto il mondo avanzato una parte significativa dei servizi sanitari è offerta dal settore privato. Dobbiamo creare le condizioni per arrivare al più presto a ospedali e poliambulatorii privati.
•     Fissare a livello legislativo l’accreditamento internazionale delle facoltà e degli istituti di medicina.
Ancora oggi la popolazione delle campagne, che costituisce il 43% di tutta la popolazione kazaka, è molto critica sulla qualità del servizio sanitario.
L’educazione fisica e lo sport richiedono l’impegno particolare dello stato. Proprio un modello sano di vita è la chiave della salute della nazione. Tuttavia nel paese le strutture e le attrezzature sportive accessibili a tutti non sono sufficienti. In relazione a questo il Governo e gli enti locali devono adottare misure per lo sviluppo dell’attività fisica, dello sport di massa e la costruzione di strutture per l’educazione fisica e la cura della persona sulla base di progetti-tipo, ivi comprese le strutture di caseggiato. Bisogna iniziare questo lavoro già dall’anno prossimo.
 
4. Conoscenze e capacità professionali sono i punti di riferimento chiave del sistema moderno di istruzione, di addestramento e riqualificazione del personale.
Per diventare uno stato evoluto e competitivo dobbiamo diventare una nazione con un alto livello di istruzione.
Nel mondo moderno la semplice alfabetizzazione non è sufficiente. I nostri cittadini devono essere pronti ad acquisire costantemente esperienze professionali nella produzione più tecnologicamente avanzata e più moderna possibile.
È necessario inoltre riservare particolare attenzione all’istruzione dei nostri figli e, nel complesso, di tutta la generazione in crescita. Questo è importante se vogliamo che i nostri figli siano adatti alla vita moderna.
 
Le priorità del nostro lavoro nella sfera dell’istruzione
 
(1)   Come in tutto il mondo, il Kazakhstan deve applicare i nuovi metodi dell’istruzione prescolare.
Voi sapete che ho avviato il programma “Balapan”, che ha come obiettivo principale l’equiparazione delle potenzialità dei nostri bambini.
Dal momento della sua realizzazione hanno iniziato a funzionare 3956 nuove scuole e minicentri  per l’infanzia.
In considerazione dell’alto tasso di natalità, della costante crescita demografica, ho adottato la decisione di prolungare l’azione del programma “Balapan” fino al 2020. Pongo al Governo e agli Akim l’obiettivo di estendere l’istruzione prescolare al 100% dei bambini.
 
(2) Alla luce del Nuovo Corso Kazakhstan-2050, incarico il Governo, a partire dal 2013, di garantire lo sviluppo del sistema di istruzione tecnica e delle specializzazioni tecniche moderne con l’acquisizione delle certificazioni di tipo internazionale.
L’istruzione tecnico-professionale e l’istruzione superiore devono orientarsi in primo luogo sulla massima soddisfazione del fabbisogno corrente e futuro di specialisti dell’economia nazionale. Questo risolverà in gran parte il problema occupazionale. Gli istituti universitari non devono limitarsi alle funzioni formative. Devono creare e sviluppare dipartimenti di ricerca scientifica di base e applicata.
Gli istituti superiori ai quali abbiamo garantito autonomia accademica non devono limitarsi a perfezionare i propri programmi formativi, ma devono anche sviluppare la propria attività di ricerca scientifica.
 
(3) La responsabilità sociale del business privato, delle organizzazioni non governative e di beneficenza e dei singoli deve esplicitarsi particolarmente nel settore dell’istruzione. In primo luogo questo riguarda il sostegno ai giovani che non abbiano la possibilità di mantenersi agli studi.
È necessario: creare una rete di partenariato tra pubblico e privato per sviluppare il sistema di istruzione medio e superiore.
Elaborare un sistema di borse di studio multi-step.
Creare in tutto il paese un sistema di istituti superiori specializzati per l’istruzione nella ricerca scientifica di base e applicata, orientati sulla specializzazione regionale.
Fissare per legge il tirocinio obbligatorio a partire dal secondo anno di studi universitari.
(4) Dobbiamo realizzare la modernizzazione delle metodiche di insegnamento e sviluppare attivamente il sistema di istruzione on line, creando centro scolastici regionali.
•     Dobbiamo sollecitamente introdurre nel sistema kazako dell’istruzione metodi innovativi, soluzioni e strumenti, compreso l’insegnamento a distanza e l’istruzione on line accessibili a tutti coloro che lo desiderino.
•     È necessario eliminare dai programmi le discipline scientifiche o didattiche obsolete o non più necessarie, rafforzando parallelamente gli indirizzi più richiesti e con maggiori prospettive.
•     Dobbiamo modificare gli indirizzi e le priorità dei programmi dell’istruzione media e superiore includendo programmi per l’apprendimento di conoscenze pratiche per il conseguimento di attestati di qualificazione pratica.
•     Creare programmi di studio, corsi di formazione e istituti orientati sulle necessità del mondo imprenditoriale.
 
Una nuova politica di sviluppo delle ricerche innovative
 
Come dimostra la prassi mondiale, tentare di riprodurre tutto il ciclo produttivo innovativo in un singolo paese sarebbe come inventare la bicicletta. Sarebbe un impegno molto costoso e non sempre efficace e produttivo.
Per avere successo è necessaria una base scientifica autonoma, fondata sull’esperienza di molte generazioni di scienziati, sui molti terabyte di una informatica specializzata, sui saperi e sulle scuole scientifiche affermatesi storicamente.
Essere sulla cresta dell’onda tecnologica, creare innovazioni assolute non è concesso a tutti i paesi. Dobbiamo esserne consci.
Per questo dobbiamo costruire una strategia estremamente pragmatica e molto realistica. Non dobbiamo concentrarci  su ricerche e studi che richiedano grandi investimenti.
A noi serve un trasferimento al paese di tecnologie e l’addestramento di tecnici per il loro utilizzo. EXPO-2017 deve dare una spinta a questo processo e aiutarci a selezionare le tecnologie più nuove per lo sviluppo dell’energetica del futuro.
Siamo una nazione giovane e ci riusciremo.
Inoltre possiamo partecipare attivamente ai grandi progetti internazionali di ricerca scientifica. Questo ci darà la possibilità di integrare gli sforzi dei nostri scienziati con la comunità scientifica internazionale su indirizzi strategici innovativi. Il nostro obiettivo è quello di entrare a far parte della rivoluzione tecnologica globale.
•     Già nel 2013 dobbiamo adottare misure per una cooperazione completa tra scienza e business. Incarico il Governo di evidenziare i comparti intersettoriali nei quali sia possibile il trasferimento di tecnologie e di creare la domanda da parte dei titolari dello sfruttamento delle materie prime e delle compagnie nazionali.
•     È importante elaborare road map dettagliate per la costituzione di cluster nazionali.
•     È altresì necessario accelerare la definizione della base giuridica del partenariato pubblico-privato. Il compito è quello di introdurre i più avanzati strumenti e meccanismi di questo partenariato.
•     Dobbiamo realizzare la revisione della legislazione che regolamenta i diritti d’autore e i brevetti. Il Governo deve, entro il 2014, esaminare tutti i brevetti concessi e i diritti d’autore registrati relativamente alla loro possibile commercializzazione.
 
Egregi compatrioti!
Vorrei rivolgermi in maniera particolare ai giovani.
Il nuovo corso politico ed economico che ho illustrato oggi è finalizzato a darvi una migliore istruzione e dunque un futuro ancora migliore.
Io confido in voi che siete la nuova generazione di kazaki. Dovete diventare il motore del nostro corso.
Come Capo dello Stato ho sempre tentato di creare tutte le condizioni necessarie per la vostra istruzione e la vostra crescita. Ho dato vita a una università di livello mondiale, alle “scuole intellettuali”, ho rafforzato il programma “Bolashak”.
Oggi è in fase di elaborazione una nuova concezione della politica dello stato nei confronti dei giovani. Per voi saranno create tutte le condizioni più favorevoli.
Lo stato fa di tutto per aprirvi nuove possibilità. Sono possibilità che i vostri genitori non potevano neanche immaginare.
Ricordate: il vostro successo personale è il successo dei vostri genitori, il successo delle vostre famiglie e dei vostri cari, è il successo di tutti i vostri compatrioti, è il successo della nostra Patria.
 
5. Ulteriore rafforzamento della statalità ed evoluzione della democrazia kazaka
Il nostro scopo è quello di formare un modello innovativo di gestione statale che deve rispondere ai nuovi compiti di servizio alla società e di rafforzamento della statalità.
 
Primo. Abbiamo necessità di un ulteriore perfezionamento del sistema di pianificazione e di previsione statale.
Pongo un obiettivo: rafforzare la responsabilità degli organismi statali per l’elaborazione di progetti e programmi. In relazione a questo incarico il Governo di
•     Alla luce della mia idea di Strategia di sviluppo del Kazakhstan al 2050, realizzare il “reset” dei documenti strategici sulla base dei quali lavora e vive il paese.
•     Elaborare le forme di introduzione nel paese dell’audit di stato, presentare al parlamento entro il prossimo anno la relativa proposta di legge. Dobbiamo creare un sistema articolato di audit statale sulla base del modello mondiale più evoluto.
•     Per poter realizzare le nostre strategie economiche, lo stato deve saper prevedere le situazioni di crisi e contrastarle. A questo scopo dobbiamo creare un sistema multi-step di reazione anticrisi.
Noi dobbiamo possedere pacchetti standard di interventi per le eventuali situazioni di crisi. Questo è particolarmente importante per le regioni. Nell’elaborazione di questo sistema è necessario considerare tutte quelle sfide di cui ho già parlato.
 
Secondo. Dobbiamo realizzare correttamente il decentramento.
L’essenza del decentramento consiste nel trasferimento dal centro agli organismi locali di alcuni poteri decisionali e delle risorse relative.
Nel 2013 dobbiamo adottare misure concrete per la definizione delle responsabilità e dei poteri tra centro e regioni, rafforzando gli enti locali.
Le funzioni degli enti locali saranno ratificate con l’assegnazione di risorse finanziarie e umane.
La società e i cittadini devono essere direttamente coinvolti nel processo di adozione delle decisioni statali e della loro attuazione. Per mezzo degli enti locali è necessario garantire alla popolazione la possibilità reale di risolvere autonomamente e responsabilmente le questioni di ambito locale.
Ho approvato la Concezione dell’evoluzione dell’autogoverno locale che consentirà di incrementare la qualità del governo a livello di “aul” e di villaggio e allargherà la partecipazione dei cittadini alle questioni di carattere locale.
Assegniamo agli Akim rurali poteri supplementari e rafforziamo la loro influenza sulla situazione negli aul.
Parallelamente però dobbiamo rafforzare il controllo sociale, l’intervento dei cittadini sulle situazioni locali. Per questo ho deciso di introdurre l’eleggibilità degli Akim di aul attraverso i “maslykhat” (organi locali del potere rappresentativo n.d.t). Daremo avvio alle elezioni già nel 2013.
In tutto saranno eletti 2533 Akim ivi compresi gli Akim dei distretti rurali, gli Akim di villaggio, ma anche i 50 Akim delle città di livello distrettuale.
Si tratta cioè del 91,7% di tutti gli Akim di tutti i livelli.
In questo modo renderemo elettivi tutti gli Akim che hanno rapporto diretto con i cittadini e si occupano dei problemi a livello locale.
È arrivata l’ora per i cittadini di interessarsi direttamente dei principali problemi locali e di controllare il lavoro degli enti locali.
Incarico il Governo insieme alla mia Amministrazione di accelerare l’elaborazione degli atti legislativi necessari, e al parlamento di garantire la loro adozione in via prioritaria.
Dobbiamo scegliere un percorso civile, insieme a tutto il mondo e avviarci sul cammino dell’ulteriore democratizzazione della società.
Dobbiamo proseguire la nostra politica per rafforzare i poteri del Parlamento.
Il decentramento, però, non può essere considerato esclusivamente come processo di creazione di nuovi organi locali ai quali affidare determinate funzioni.
Il decentramento è prima di tutto una modifica qualitativa del sistema di governance dello stato, una modifica del sistema di risoluzione dei problemi a livello locale.
Allo stesso tempo il decentramento non deve portare all’indebolimento del potere verticale, al rilassamento della disciplina esecutiva e dell’ordine. Non possiamo accettare che questo avvenga. Gli Akim sul territorio e il Governo devono tenere la questione sotto controllo.
 
Terzo. Bisogna formare l’apparato professionale dello stato per il quale, in conformità con i principi da me enunciati oggi, il servizio al popolo e allo stato deve essere al di sopra di ogni cosa.
Noi dobbiamo migliorare qualitativamente i quadri dell’apparato statale mediante l’introduzione di metodi perfezionati di selezione e di training professionale.
Le decisioni gestionali a livello di stato devono rispondere ai requisiti seguenti:
•     Valutazione dei risultati non solo a breve, ma anche a lungo termine
•     Considerazione dell’effetto moltiplicatore della decisione gestionale
•     Garanzia delle regole per un’onesta concorrenza e la libera imprenditoria
•     Esclusione della doppia interpretazione degli incarichi dei dipendenti statali. Puntuale regolamentazione legislativa della loro attività.
In considerazione dei nuovi requisiti abbiamo già avviato la seconda fase della riforma amministrativa.
Prima di tutto sarà riformato l’apparato statale. Ho firmato la legge sul nuovo sistema di apparato statale che garantirà il rafforzamento delle misure anticorruzione, l’incremento della trasparenza nella selezione del personale, l’introduzione del principio di meritocrazia, cioè la promozione dei quadri migliori.
Noi creeremo una commissione nazionale per la politica dei quadri. Verrà formata una classe radicalmente nuova di dirigenti professionisti: il corpo “A”, responsabile della realizzazione degli indirizzi concreti della politica statale. Del corpo “A” faranno parte in primo luogo i segretari responsabili e i dirigenti degli apparati degli Akim delle regioni, i presidenti dei comitati, gli Akim delle regioni e delle città. Incarico la mia Amministrazione di preparare un progetto di Delibera sui requisiti qualitativi per gli aspiranti al corpo “A”.
D’ora in poi il dipendente statale dovrà salire i gradini della carriera, scalando i diversi gradi della gerarchia, perfezionando le proprie competenze ed elevando il proprio livello professionale. Le eccezioni devono riguardare coloro che superano gli indici prefissati, dimostrano la propria efficienza e garantiscono un risultato eccellente.
Incarico l’agenzia per il settore pubblico di garantire entro il 2013 l’introduzione di questo nuovo meccanismo, radicalmente nuovo, di costruzione delle carriere dei dipendenti pubblici.
È necessario dedicare particolare attenzione al miglioramento qualitativo dei servizi statali. L’obiettivo è quello di abbandonare l’approccio unilaterale gerarchico nei rapporti tra apparato statale e popolazione per avere una efficace e operativa prestazione di servizi ai cittadini.
Adesso è in parlamento un progetto di legge intitolato “I servizi statali” che deve essere approvato entro la fine del primo trimestre del 2013.
Dobbiamo liberare gli organismi statali dall’obbligo di assolvere funzioni non di loro competenza, ampliare qualitativamente l’autonomia degli istituti statali. Il Governo deve legare la sua attuazione all’introduzione nel 2014 di un nuovo meccanismo di formazione dei bilanci locali.
 
Quarto. L’apparato statale deve costruire un nuovo sistema di interazione con il mondo del business.
Noi non dobbiamo intrometterci nel business né portare tutti per mano. Noi dobbiamo dare al business la sicurezza del domani. Gli imprenditori devono contare sulle proprie forze e sapere che lo stato non li ingannerà, ma li difenderà. A loro verrà solo richiesto di lavorare onestamente.
Io ritengo che a questo scopo dobbiamo, in primo luogo, garantire l’inviolabilità del diritto alla proprietà privata. In secondo luogo è necessario tutelare gli impegni contrattuali.
È obbligo dello stato garantire ai cittadini le opportunità più ampie possibili per realizzare la propria attività lavorativa e questo significa occuparsi di creare le infrastrutture necessarie al mondo del business kazako.
(1)    A questo scopo già nel prossimo 2013 è necessario avviare la fase successiva di modernizzazione del sistema giuridico nazionale.
La legislazione deve non solo tutelare gli interessi nazionali, ma anche armonizzarli all’ambiente giuridico internazionale in dinamico sviluppo. Incarico il Governo di adottare misure sistematiche per incrementare la competitività del nostro sistema giuridico in tutti i suoi settori fondamentali, nel diritto pubblico e nel diritto privato.
(2)   Incarico il Governo insieme alla mia Amministrazione nel 2013 di:
•      avviare la riforma della legislazione penale e di procedura penale: è necessario provvedere a un’ulteriore umanizzazione, ivi compresa la depenalizzazione delle violazioni economiche;
•      preparare e presentare in parlamento il progetto di 4 nuovi codici: penale, , penaleesecutivo, di procedura penale e del processo amministrativo. L’approvazione di questi atti legislativi chiave modernizza concettualmente il sistema penale ed eleva il nostro diritto a un livello che ci consentirà di rispondere in misura adeguata alle sfide moderne.
Quinto: lo stato deve seguire il principio della “tolleranza zero” nei confronti del disordine Una società evoluta inizia dalla disciplina e dall’ordine in ogni cosa: da un androne ordi-
nato a un cortile pulito, dalla pulizia delle strade alla cordialità dei volti delle persone.
Noi non dobbiamo accettare neanche il reato più insignificante, il vandalismo, la maleducazione in quanto violano la tranquillità sociale e peggiorano la qualità della vita.
Consentire il disordine e il permissivismo crea un terreno fertile per reati ben più gravi.
Un’atmosfera di intolleranza per i piccoli reati è un passo importante per rafforzare la sicurezza sociale, la lotta alla criminalità.
Abbiamo la necessità di superare il nichilismo giuridico e coinvolgere la società nella causa della tutela dell’ordine pubblico.
Per noi è indispensabile collegare il comportamento sociale demolitore alla possibilità di trovare un impiego. Dobbiamo introdurre pene punitive per i comportamenti vandalici nei luoghi pubblici che devono essere sempre iscritti nella fedina penale e nei curricula dei cittadini e quindi avere un peso in caso di assunzione o di avanzamento di carriera.
 
Sesto. Lo stato e la società devono fare fronte unico contro la corruzione.
La corruzione non è solo un reato. Essa distrugge la fiducia nell’efficienza dello stato e costituisce una minaccia diretta alla sicurezza nazionale.
Noi dobbiamo decisamente rafforzare la battaglia contro la corruzione anche mediante il perfezionamento della legislazione anticorruzione al fine di raggiungere il nostro obiettivo ultimo e cioè quello di estirpare la corruzione come fenomeno.
 
Settimo. Dobbiamo proseguire la riforma degli organismi dell’ordine pubblico e degli organi speciali.
Senza questa riforma non raggiungeremo gli obiettivi della “tolleranza zero” nei confronti del disordine e della corruzione radicata.
(1)    negli ultimi tre anni abbiamo realizzato una serie di importanti riforme degli organismi di tutela dell’ordine pubblico e degli organi speciali. Si tratta di un passo importante per il rafforzamento dello stato. È stata migliorata la base giuridica del loro lavoro. Sono state dettagliate le loro funzioni. Abbiamo evitato la duplicazione delle attività. La politica penale è stata resa più umana.
Abbiamo realizzato l’attestazione generale dei dipendenti di tutte le strutture di forza. Più di 100.000 dipendenti non hanno superato la certificazione, 12.500 sono stati licenziati.
(2)    Noi porteremo avanti questo lavoro anche in futuro.
Incarico la mia Amministrazione congiuntamente al Consiglio di Sicurezza e al Governo di: preparare un piano d’azione per aumentare le retribuzioni e le pensioni dei dipendenti del settore dell’ordine pubblico. Incarico di incrementare, a partire dal 2013, i pagamenti aggiuntivi per meriti speciali fino al livello previsto per i gradi militari.
•      Elaborare una Concezione della politica del personale degli organi di tutela dell’ordine pubblico;
•      Costituire, sulla base della Commissione superiore per l’attestazione, una struttura permanente responsabile della politica del personale negli organi di tutela dell’ordine pubblico;
•      Costituire la Riserva Presidenziale dei dirigenti degli organismi di tutela dell’ordine pubblico e degli organi speciali.
(3)   Incarico la mia Amministrazione, il Consiglio di Sicurezza congiuntamente al Governo, di formare un gruppo di lavoro interministeriale ed entro il secondo trimestre del 2013 elaborare un progetto del Programma di ulteriore modernizzazione del sistema di tutela dell’ordine pubblico.
(4)   Una tra le questioni più importanti della politica giuridica è la realizzazione del diritto di difesa giuridica dei cittadini così come garantito dalla Costituzione.
A questo fine è necessario semplificare il processo di competenza del sistema giudiziario per sollevarlo dalle eccessive procedure burocratiche. Grazie all’impiego delle nuove tecnologie informatiche non sarà difficile farlo.
Parallelamente, al fine di alleggerire il lavoro dei tribunali, è necessario proseguire lo sviluppo degli istituti per la risoluzione delle cause in via extragiudiziaria. Bisogna prevedere un meccanismo che consenta la conciliazione delle controversie su questioni di scarsa rilevanza in via extragiudiziale.
L’autorità del potere giudiziario è seriamente minata dal grande numero di sentenze non eseguite.
È necessario adottare misure per modificare radicalmente questa situazione.
(5)   E’ indispensabile attuare una riforma profonda della Guardia di frontiera. L’obiettivo è quello di incrementare l’efficacia della sua azione e modernizzarne l’equipaggiamento tecnico-materiale.
A questo fine incarico il Consiglio di Sicurezza congiuntamente alla mia Amministrazione e al Governo di preparare un Piano articolato di sviluppo a medio termine della Guardia di frontiera e di riassetto delle frontiere di stato.
 
 
Una politica estera coerente e lineare: promozione degli interessi nazionali e rafforzamento della sicurezza regionale e globale
Negli anni di indipendenza il Kazakhstan si è consolidato come partner a pieno diritto dei processi internazionali e siamo riusciti a creare condizioni esterne favorevoli.
Le nostre priorità sono immutabili: sviluppo del partenariato con i nostri vicini, Russia, Cina, paesi dell’Asia centrale, ma anche USA, UE e tutti i paesi asiatici.
Rafforzeremo l’Unione Doganale e lo Spazio Economico Unico. Il nostro obiettivo più prossimo è la creazione dell’Unione economica eurasiatica. Inoltre dichiariamo apertamente che tutti i problemi saranno risolti  solo con il metodo del consenso. La sovranità politica non ne soffrirà.
L’equilibrio della nostra politica estera significa evoluzione delle relazioni amichevoli e coerenti con tutti gli stati che svolgono un ruolo decisivo nello scacchiere mondiale e che presentano un interesse pratico per il Kazakhstan.
Tuttavia la situazione internazionale e la situazione geopolitica cambiano dinamicamente e non sempre nella direzione migliore. Dall’Africa settentrionale e dal Medio Oriente fino all’Asia nord-orientale soffia un vento di grande instabilità. L’equilibrio delle forze sia a livello globale, sia nelle singole aree del pianeta è molto instabile. Di conseguenza cresce il ruolo dei meccanismi di sicurezza regionale, quali ONU, OSCE, NATO, CSTO, SCO, CICA ecc… In Asia centrale hanno fatto la loro comparsa nuove minacce alla sicurezza nazionale.
In questa situazione la politica estera del Kazakhstan deve essere modernizzata quanto la politica interna.
 
Le priorità della modernizzazione della politica estera sono:
•     Consolidare in ogni modo la sicurezza nazionale e regionale;
•     Sviluppare attivamente la diplomazia economica e commerciale;
•     Intensificare la collaborazione internazionale nei settori culturale, umanistico, scientifico e in altri settori affini.
•     Rafforzare la tutela giuridica dei nostri cittadini all’estero, dei loro interessi personali, famigliari e di affari.
 
Primo: il sostegno da parte della politica estera degli interessi nazionali in base a principi strettamente pragmatici.
I nostri obiettivi: diversificazione della politica estera, sviluppo della diplomazia economica e commerciale per la tutela e il sostegno degli interessi economici e commerciali della nazione.
 
Secondo: anche in futuro dobbiamo essere coscienti della nostra responsabilità per la sicurezza regionale e apportare il nostro contributo nella stabilizzazione dell’Asia centrale.
Il nostro obiettivo è quello di collaborare al meglio per eliminare i presupposti delle situazioni conflittuali nella regione.
•    Il modo migliore per stabilizzare l’Asia centrale è quello dell’integrazione interna alla regione. Proprio con questo percorso potremo diminuire il potenziale conflittuale della nostra regione, risolvere i problemi socio-economici urgenti, sciogliere il nodo dei contrasti idrico-energetici e di altra natura.
•     La nostra voce deve essere ascoltata in tutto il mondo. Per questo al Forum economico di Astana ho proposto una piattaforma di dialogo che abbiamo chiamato G-Global.
Nessun paese al mondo può superare da solo le sfide dell’epoca imminente. L’essenza della mia iniziativa è quella di unificare gli sforzi di tutti nella causa della creazione di un ordine mondiale equo e sicuro.
 
Terzo: il nostro paese deve anche in futuro sostenere tutte le iniziative internazionali di progresso e dare il suo contributo alla sicurezza globale.
•     Insieme a tutti i partner interessati e ai suoi vicini, il Kazakhstan cercherà di giungere alla regolazione della situazione politica e alla ricostruzione dell’Afghanistan.
•     Nella sua qualità di membro prestigioso della OIC, il Kazakhstan è sinceramente interessato al carattere pacifico del processo di regolazione nel Medio Oriente. È importante che l’energia espressa dalle masse popolari nel mondo arabo-islamico venga convogliata in un ambito creativo e serva per risolvere i problemi socio-economici della regione.
•     Dobbiamo, in tempi strettissimi, avvicinarci economicamente ai paesi della regione Asia-Oceano Pacifico. Questo ci darà non solo dividendi economici, ma rafforzerà anche l’equilibrio della nostra politica estera.
 
Quarto: Il Kazakhstan deve rafforzare la propria capacità di difesa e la sua dottrina militare, partecipare a diversi meccanismi di deterrenza difensiva.
•     Nell’elaborazione del modello di difesa nazionale dobbiamo collaborare con diversi paesi e organizzazioni.
•     Il Kazakhstan lavorerà a stretto contatto con i partner della CSTO e favorirà il rafforzamento del potenziale e della capacità bellica delle forze collettive di reazione militare.
 
7. Il nuovo patriottismo kazako: fondamento del successo della nostra società multietnica e pluriconfessionale.
Il nostro obiettivo principale in questo campo è semplice e chiaro: dobbiamo tutelare e rafforzare la coesione sociale. Questa è una condizione imprescindibile della nostra esistenza in quanto stato, società e nazione.
La base del patriottismo kazako è l’uguaglianza di tutti i cittadini e la loro responsabilità globale nei confronti dell’onore della patria.
Quest’anno alle Olimpiadi di Londra i nostri sportivi hanno conquistato il dodicesimo posto fra le 205 nazionali partecipanti.
I nostri atleti hanno partecipato come squadra unita di tutto il Kazakhstan multietnico, forte e coesa famiglia di molte etnie.
Il trionfo olimpico ha unito ancora di più il nostro popolo, ha mostrato la grande forza del patriottismo. Lo sport di massa e lo sport ad alti livelli richiedono un approccio sistemico complessivo, infatti solo una nazione sana può essere competitiva.
Incarico il Governo di elaborare il programma di sviluppo dello sport di massa e dello sport ad alto livello in considerazione dell’esperienza mondiale più avanzata.
 
Primo: Il nuovo patriottismo kazako.
 
Senza certezza del futuro non si può costruire uno stato solido. È vitale che gli obiettivi dello stato e del cittadino coincidano in tutti gli indirizzi principali. Questo è l’obiettivo principale dello stato.
I cittadini hanno fiducia nello stato solo quando esiste una prospettiva, ci sono possibilità di sviluppo, di crescita personale e professionale.
Lo stato e il popolo devono esserne coscienti e lavorare insieme.
Bisogna coltivare in se stessi e nei nostri figli un nuovo patriottismo kazako. Prima di tutto l’orgoglio per il paese e per i suoi successi.
Ma oggi nella nuova fase di stato consolidato questo concetto non è più sufficiente. Dobbiamo esaminare questa questione in maniera pragmatica.
Noi amiamo il nostro paese, ne siamo orgogliosi se lo stato garantisce a ogni cittadino la qualità della vita, la sicurezza, pari opportunità e prospettive.
Solo questo approccio ci consente di affrontare in maniera pragmatica e realistica la questione del patriottismo e della sua diffusione.
Entro il 2050 dobbiamo costruire un sistema politico in cui ogni cittadino del Kazakhstan sia sicuro del domani, del suo futuro.
Anche i nostri figli e i nostri nipoti devono preferire la vita in patria perché in patria stanno di gran lunga meglio di come starebbero all’estero. Ogni cittadino del nostro paese deve sentirsi padrone nella sua terra.
 
Secondo. Parità dei diritti dei cittadini di tutte le etnie. Siamo tutti kazaki, con pari diritti e pari opportunità.
Il nuovo patriottismo kazako è quello che deve unire tutta la società, al di là delle differenze etniche.
Siamo una società multietnica. E nel campo delle relazioni internazionali non deve esistere nessun tipo di “doppio binario”.
Nello stato tutti devono essere uguali. Non esistono buoni o cattivi a seconda dell’etnia di appartenenza o di altri parametri.
Per me questa non è una semplice dichiarazione. Se qualcuno viene danneggiato per la sua appartenenza etnica, dobbiamo pensare che tutti i kazaki sono stati danneggiati.
Non ci sono e non ci devono essere privilegi di nessun tipo legati all’etnia, tutti hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri.
Noi costruiamo una società di pari opportunità, una società nella quale tutti sono uguali davanti alla legge.
Non dobbiamo mai neanche pensare che l’accesso all’istruzione, il lavoro o la carriera dipendano dall’appartenenza etnica.
Io esigo che il Governo e gli Akim mettano ordine nella politica del lavoro. È necessario che per occupare posti di lavoro, soprattutto negli enti locali, vengano scelti i migliori, indipendentemente dalla loro appartenenza etnica. Il criterio è unico: elevatissima etica e professionalità. È necessario correggere l’unilateralità registrata nella selezione dei quadri dei ministeri e negli apparati degli Akim di tutti i livelli.
Nella nostra società non devono esserci “superflui” o “estranei”, “nostri” e “non nostri”. Non possiamo escludere nessun cittadino del nostro paese. Ogni kazako deve sentire il sostegno e l’appoggio del potere.
Chiunque cerchi di inserire un cuneo nella coesione interetnica della nazione deve essere perseguito legalmente.
E qui la maggior responsabilità ricade su di voi, cittadini kazaki. Dobbiamo capire che l’epoca degli stati mononazionali volge al termine.
Il Kazakhstan è la nostra terra. Una terra che fin dalle sue origini è appartenuta ai nostri avi. Una terra che apparterrà ai nostri discendenti. E noi siamo totalmente responsabili che sulla nostra terra regnino pace e tranquillità.
Dobbiamo essere i veri padroni della nostra terra: ospitali, gioiosi, generosi e tolleranti.
Se vogliamo vedere il nostro paese forte e potente non dobbiamo, noi per primi, scuotere la barca, alterare la fragile pace e l’ordine.
Non dobbiamo permettere a nessuno di seminare odio e paura nella nostra terra benedetta.
Dovete ricordare il mio appello e l’appello dei tempi: vivere in pace e concordia. Ci sono molte forze diverse all’interno e all’esterno del paese che vogliono giocare la carta della divisione interetnica, vogliono l’implosione della nostra tranquillità e ostacolare il rafforzamento del nostro stato.
Non fatevi portare al guinzaglio da costoro!
Dobbiamo migliorare, essere persone corrette e solo allora ci rispetteranno, rispetteranno la nostra storia, la nostra cultura, le nostre tradizioni, la nostra lingua.
 
Terzo. La lingua kazaka e il trilinguismo.
 Una politica linguistica responsabile è uno dei principali fattori di consolidamento della nazione kazaka.
(1)    la lingua kazaka è il nostro fulcro spirituale.
Il nostro compito è quello di diffonderla, usandola dinamicamente a tutti i livelli. Dobbiamo lasciare in eredità ai nostri posteri una lingua moderna nella quale all’esperienza di molte generazioni di nostri avi si aggiunga armonicamente anche la nostra netta impronta. Si tratta di un obiettivo che qualsiasi persona che rispetti se stessa deve perseguire.
Lo stato per parte sua fa molto per rafforzare la lingua dello stato. È necessario proseguire nella realizzazione di un complesso di misure per diffondere la lingua kazaka.
A partire dal 2025 dobbiamo avviare la sostituzione del nostro alfabeto con l’alfabeto latino. È una questione di principio che il nostro paese deve risolvere. Nel corso della nostra storia abbiamo già vissuto una transizione di questa natura.
Per il futuro dei nostri figli dobbiamo adottare questa decisione e questo creerà le condizioni per la nostra integrazione nel mondo, perché i nostri figli abbiano maggiore facilità nello studio dell’inglese e della lingua di Internet e, cosa assai più importante, darà una spinta alla modernizzazione della lingua kazaka.
Noi dobbiamo modernizzare la lingua kazaka. Bisogna rendere la lingua moderna, cercare il consenso nelle questioni della terminologia, risolvere una volta per sempre la questione della traduzione in kazako delle parole straniere e internazionali ormai consolidate. Non è una questione che possa essere risolta da una ristretta cerchia di persone. Il Governo deve sbrogliare la matassa.
Esistono alcuni termini universalmente accettati che arricchiscono qualsiasi lingua. Noi ci complichiamo la vita da soli, facciamo confusione e creiamo soverchie difficoltà andando a scavare tra arcaiche espressioni. Ci sono parecchi esempi di questo atteggiamento.
Io propongo di stilare un elenco di un centinaio di libri, come minimo, e di tradurli in modo moderno in lingua kazaka. Forse bisognerebbe lanciare un concorso tra i giovani: che siano loro a suggerirci cosa ritengono interessante e utile.
 
***
 È necessario che la politica di diffusione della lingua kazaka non provochi il rifiuto addirittura dei kazaki stessi. Al contrario, la lingua deve diventare l’elemento consolidante del popolo kazako. Per questo la nostra politica linguistica deve essere corretta e coerente, senza danneggiare nessun altra lingua parlata dai cittadini kazaki.
Voi sapete qual è la nostra politica: entro il 2025 il 95% dei kazaki deve conoscere la lingua kazaka.
Stiamo creando tutte le condizioni per renderlo possibile.
Già oggi nel paese più del 60% degli scolari riceve l’istruzione in lingua kazaka, il suo insegnamento è stato introdotto in tutte le scuole. Questo significa che se un bambino ha cominciato oggi la scuola, fra dieci-dodici anni avremo una nuova generazione di kazaki che conoscerà la lingua kazaka.
E dunque già nel 2025 la lingua kazaka prevarrà in tutte le sfere della vita, sarà la lingua della comunicazione. E questo, senza dubbio, sarà un grande successo del nostro stato. La nostra sovranità, la nostra indipendenza saranno finalmente fattore di coesione nazionale, e la lingua sarà il cemento, il brillante più luminoso della corona della sovranità del nostro stato.
(2)   Oggi stiamo adottando forti misure per creare le condizioni affinché i nostri bambini oltre al kazako imparino anche il russo e l’inglese.
Il trilinguismo deve essere sostenuto a livello statale.
Dobbiamo avere nei confronti del russo e dell’alfabeto cirillico un atteggiamento tanto protettivo quanto quello nei confronti del kazako. È evidente a tutti che la conoscenza del russo è una prerogativa storica della nostra nazione.
Non si può ignorare il fatto che proprio grazie alla lingua russa per alcuni secoli i kazaki hanno acquisito conoscenze, ampliato il proprio sapere e la comunicazione sia all’interno del paese sia al di fuori.
Dobbiamo compiere un salto di qualità nello studio della lingua inglese. Conoscere questa “lingua franca” del mondo moderno aprirà ad ogni cittadino del nostro paese nuove illimitate possibilità nella vita.
 
Quarto. Cultura, tradizioni, identità.
La cultura e le tradizioni costituiscono il DNA della nazione.
I kazaki e i rappresentanti degli altri popoli che vivono sul territorio del nostro paese nonostante tutte le difficoltà e le privazioni dello zarismo, i rivolgimenti rivoluzionari e il totalitarismo, sono riusciti a conservare la propria identità culturale.
Il Kazakhstan è un paese unico nel suo genere, infatti nella nostra società si sono miracolosamente uniti e si completano a vicenda, si nutrono l’un l’altro i più diversi elementi culturali.
Dobbiamo tutelare la nostra cultura nazionale e le tradizioni in tutta la loro multiformità e grandezza, raccogliere ogni  granello del nostro patrimonio culturale.
La nostra storia ci insegna: un paese è forte solo quando il popolo è unito. Ecco perché l’unità dei kazaki è per noi questione chiave.
Chi oltre a noi è interessato a costruire un Kazakhstan forte? La risposta è evidente.
Abbiamo davanti problemi che tutti i popoli hanno affrontato in diversi periodi storici. Quelli che sono riusciti a superarli sono diventati nazioni e stati forti.
Come Leader della Nazione mi preoccupa la comparsa di forze che vogliono distruggere l’unità interna dei kazaki.
Coloro che accettano di andare al guinzaglio di questa coscienza o mancanza di coscienza cominciano a dividersi sulla base di diversi parametri, prima di tutto sulla base della “Shezira”.
Non si può dimenticare l’essenza profonda della tradizione stessa della “Shezira” che non si esaurisce in una famiglia o in una tribù. La Shezira è l’albero delle generazioni che vengono riportate a una sola radice. La Shezira mostra e dimostra che le radici sono uniche, che siamo tutti kazaki, uniti. La Shezira non ci divide, al contrario ci unisce.
Mi preoccupa che si voglia artificiosamente dividere il paese in “naghyz dei kazaki” e “shala dei kazaki”. Mi vergogno per coloro che fanno questa divisione, per coloro che dividono la società. È pericoloso che questo avvenga con l’alibi dell’amor di patria.
I nostri giovani devono imparare ad apprezzarsi e amarsi l’un l’altro, come i figli di uno stesso genitore, di uno stesso popolo ovunque si trovino.
 
Quinto. Ruolo dell’intellighenzia nazionale.
Stiamo entrando in una fase dello sviluppo del nostro stato in cui le questioni spirituali svolgeranno un ruolo non meno significativo di quelle economiche e materiali.
L’intellighenzia ha sempre svolto un ruolo determinante nello sviluppo spirituale.
Kazakhstan-2050 deve essere la società degli ideali di progresso. Proprio l’intellighenzia deve costituire la base delle opinioni moderne della nostra società.
(1)    l’intellighenzia deve diventare forza trainante nel rafforzamento dei valori nazionali nella fase di consolidamento dello stato.
Dobbiamo mostrare e costruire i nuovi Eroi del nostro tempo che devono servire da esempio per la nostra gioventù.
(2)    l’intellighenzia può e deve svolgere un ruolo chiave nella progettazione del modello mentale e concettuale del futuro paese sulla base della mia concezione del Nuovo Corso politico del Kazakhstan-2050.
(3)   dobbiamo proseguire il lavoro di formazione della coscienza storica della nazione.
L’identità pankazaka deve essere il perno della coscienza storica del nostro popolo. Oggi ogni kazako, indipendentemente dalla sua appartenenza etnica o religiosa, è citta-
dino del proprio paese con pari diritti
Il popolo kazako e la lingua dello stato intervengono come nucleo unificante della società civile kazaka in evoluzione.
Costruiamo una società giusta nella quale ciascuno possa dire: “io sono kazako e nel mio paese tutte le porte sono aperte per me!”
Oggi per i nostri cittadini tutte le porte, tutte le possibilità, tutte le strade sono aperte. Siamo molti e noi tutti siamo Un Paese, un Popolo.
Essere utili al proprio paese, essere responsabili della sorte della patria è un dovere e un onore per ogni politico responsabile, per ogni kazako.
Noi abbiamo fatto dei valori dell’unità e della coesione il fondamento della società, la base della nostra peculiare tolleranza kazaka.
Dobbiamo trasmettere con cura questi valori alle  future generazioni di kazaki.
 
Sesto. La religione nel Kazakhstan del XXI secolo.
Oggi nel nostro paese il popolo sente con particolare acutezza la questione delle correnti religiose e pseudoreligiose non tradizionali.
Una parte della gioventù assorbe ciecamente queste concezioni della vita a noi estranee, in quanto una parte della nostra società ha difese immunitarie deboli rispetto all’azione pseudoreligiosa esterna.
La nostra Costituzione garantisce la libertà confessionale, e questo è un fatto. Tuttavia, com’è noto, la libertà illimitata non esiste, è il caos. Tutto deve avvenire nel rispetto della Costituzione e delle leggi.
Tutti hanno libertà di scelta. Bisogna avere un atteggiamento molto rispettoso nei confronti delle preferenze religiose, in quanto da queste dipende il modo di vita, l’atteggiamento e spesso la vita stessa della persona.
Oggi nel secolo di Internet e delle alte tecnologie, in cui il flusso delle informazioni è grandissimo, ognuno di noi deve avere dentro di se un vero e proprio “filtro”.
Il “filtro” interno deve porre domande: è necessario che le nostre madri, sorelle e figlie portino abiti di altri popoli, si nascondano nei foulard? O non mangino alla nostra stessa tavola? O non guidino l’automobile? Queste sono tradizioni consolidate di altri popoli, ma nella nostra steppa non abbiamo mai avuto questi usi. Leggete i classici, guardate i film.
Le nostre donne hanno l’orgoglio nazionale, un loro stile tradizionale nell’abbigliamento, ma sono caratterizzate dalla modestia della quale noi uomini spesso abusiamo.
Siamo orgogliosi di far parte della Umma musulmana. Sono le nostre tradizioni, ma non dobbiamo dimenticare che abbiamo anche tradizioni di società laica, che il Kazakhstan è uno stato laico.
Dobbiamo formare la coscienza religiosa, le relative tradizioni e le norme culturali del paese. Dobbiamo adottare i migliori modelli comportamentali. La strategia che io dichiaro prepara il nostro popolo a vivere nel XXI secolo, non nel Medioevo.
 
***
 Lo stato e i cittadini devono fare fronte contro tutte le forme e le manifestazioni del radicalismo, dell’estremismo e del terrorismo.
Particolare ansia suscita la minaccia del cosiddetto estremismo religioso. Una preoccupazione condivisa anche dalle gerarchie spirituali.
Non possiamo consentire che la vera fede nell’Onnipotente sia scambiata con un fanatismo aggressivo e distruttivo.
Il fanatismo cieco è assolutamente estraneo alla psicologia e alla mentalità del nostro pacifico popolo. Contrasta con il madhhab hanafita sostenuto dagli ortodossi del Kazakhstan.
L’estremismo e il terrorismo in Kazakhstan hanno una matrice criminale, non ideale. Dietro la retorica pseudoreligiosa si nasconde un’attività criminosa che lacera i fondamenti della società.
È un attacco alla pace e alla stabilità nel nostro paese. È una prova alla quale vengono sottoposte la solidità del nostro stato e la nostra maturità civile.
 
 
•     Dobbiamo perfezionare la nostra legislazione al fine di neutralizzare i fenomeni di radicalismo religioso e di estremismo. Dobbiamo anche migliorare la legislazione antiterrorismo. Lo stato deve combattere l’estremismo e il radicalismo indipendentemente dalla sua provenienza.
•     Noi dobbiamo formare nuovi meccanismi affidabili di superamento della tensione e dei conflitti sociali, etnici e religiosi. È necessario ostacolare duramente l’attività di sette non tradizionali e di equivoche correnti pseudoreligiose.
•     Dobbiamo rafforzare la prevenzione dell’estremismo religioso nella società, soprattutto tra i giovani.
•     È inoltre necessario mettere a frutto i privilegi che ci dà il Congresso dei leader mondiali delle religioni tradizionali. Su questa piattaforma dobbiamo creare una nuova base per la risoluzione dei conflitti religiosi.
•     Dobbiamo essere pronti ad agire come mediatori nei punti caldi della regione, nel Grande Medio Oriente e anche a livello più globale per la risoluzione dei conflitti religiosi ed etnici.
Il carattere laico del nostro stato è condizione essenziale dello sviluppo positivo del Kazakhstan.
Questo devono comprendere a fondo i politici kazaki di oggi e di domani, tutti i kazaki.
Incarico il Governo congiuntamente alla mia Amministrazione di elaborare un Programma statale per il contrasto dell’estremismo religioso e del terrorismo.
Al tempo stesso voglio avvertire la nazione. La lotta all’estremismo non deve trasformarsi in una caccia alle streghe e in una guerra alla religione.
Nelle questioni religiose è necessario adottare criteri ponderati e una estrema cautela. Lo stato non deve intromettersi nei fatti interni alle comunità religiose. Dobbiamo attenerci strettamente al principio della libertà di coscienza, alle tradizioni di tolleranza e di tolleranza religiosa.
 
Egregi cittadini kazaki!
Miei compatrioti!
 
Oggi il mio messaggio è rivolto a ciascuno di voi.
 
Il paese ha davanti compiti ciclopici. E io sono certo del nostro successo. Come vedo io il Kazakhstan del futuro?
Io sono fermamente convinto che il Kazakhstan del 2050 sarà una società di persone istruite, libere che parleranno tre lingue.
Cittadini del mondo che viaggeranno, saranno aperti ai nuovi saperi, ameranno il lavoro e saranno patrioti del proprio paese.
Io sono convinto che il Kazakhstan del 2050 sarà una società di piena occupazione. Sarà uno stato con una economia forte, dove tutto sarà fatto per l’uomo, dove ci saranno i migliori sistemi sanitario e dell’istruzione. Dove regneranno pace e tranquillità. Dove i cittadini saranno liberi e uguali e il potere sarà giusto. Dove la legge avrà il sopravvento.
Io credo che abbiamo intrapreso il giusto cammino e nessuno potrà farci deviare da questo percorso.
Se saremo forti, gli altri dovranno tenerci in considerazione
Se aspetteremo il miracolo o conteremo sugli altri disperderemo quanto abbiamo già fatto. E oggi dobbiamo fare l’unica scelta giusta.
 
 
***
La maggiore responsabilità della realizzazione del nuovo corso strategico del Kazakhstan-2050 ricade in primo luogo sui kazaki.
Non dobbiamo dimenticare che possiamo dare una adeguata risposta alle sfide del tempo a condizione di conservare il nostro codice culturale: la lingua, la spiritualità, le tradizioni e i valori.
Lo dirò in modo che sia molto chiaro soprattutto per i giovani. Quando si verificano problemi nel software? Quando viene alterato il codice di programma. Così avviene nella realtà. Se la nazione perde il suo codice culturale, si distrugge la nazione stessa. Non possiamo consentirlo!
Io credo che la nostra rispettabile storia, la memoria dei nostri gloriosi avi ci aiuteranno a superare le difficoltà di questi tempi. La storia è testimone: in tempi non facili il nostro popolo si è sempre unito e ha saputo trasformare le difficoltà in successi.
 
Алтау ала болса, ауыздағы кетедi.
Төртеү түгел болса, төбедегi келеді.
Sono dunque passati quasi 300 anni da Anyrakaya, quando i kazaki si sono uniti. In quel momento hanno trionfato la dedizione alla propria terra e la ragione. Questo atto eroico è stato compiuto dall’avo di ciascuno di noi.
E dunque dipende da noi come usciremo dalla difficoltà incombenti, dipende dalla nostra unità. Non è un caso che i nostri avi dicessero: “Отан оттан да ыстық” (il calore della Patria brucia più del fuoco).
Mi rivolgo ora alla generazione anziana. La vostra saggezza deve aiutare le giovani generazioni a percorrere il giusto cammino, ad amare la patria.
Mi rivolgo alla generazione intermedia: avete sopportato la dissoluzione di un paese e la rinascita di uno stato indipendente. È stato un periodo di decisioni complesse e difficili. L’esperienza che avete acquisito costituisce un inestimabile capitale che aiuterà tutti noi a superare le difficoltà.
E infine mi rivolgo alla nostra gioventù. Voi siete l’incarnazione di tutte le nostre speranze per il futuro. Tutto quello che facciamo oggi lo facciamo per voi. La maggior parte di voi ha la stessa età del Kazakhstan indipendente. Nel 2050 voi sarete cittadini maturi che avranno partecipato alla realizzazione di questo programma. Sarete voi a determinare il percorso ulteriore del paese.
Voi siete cresciuti in uno stato indipendente, cosa che noi non abbiamo potuto fare. Il vostro nuovo pensiero indipendente è un fattore che porterà il paese verso nuovi obiettivi, che oggi a noi sembrano lontani e irraggiungibili.
Io mi appello a tutto il popolo perché si armi delle nostre qualità immortali: zelo, amore per il lavoro e caparbietà che ci aiutano a resistere e a dare alla nostra patria un futuro dignitoso.
Io credo in voi. Io credo che sapremo cogliere la nuova chance che la storia ci offrirà.
хроника 2050

МСБ будет производить не менее 50% объема ВВП

Производительность труда будет увеличена до 126 тысяч долларов 100-процентный охват казахстанских детей от 3 до 6 лет дошкольным образованием

Казахстан будет полностью обеспечивать собственный рынок ГСМ в соответствии с новыми стандартами экологичности

Доля несырьевого экспорта в общем объеме экспорта должна увеличиться в два раза и в три раза к 2040 году

Начнется перевод нашего алфавита на латиницу

95% казахстанцев должны владеть казахским языком

На 15 % посевных площадей будут применяться водосберегающие технологии

Будет решена проблема обеспечения населения водой для орошения

Показатель объёма ВВП на душу населения достигнет 60 тысяч долларов

Доля городских жителей РК вырастет до 70 % от всего населения